Addio alla scheda carburante Da luglio pagamenti tracciabili

PESCARA . Addio alla vecchia scheda carburante. Dal primo luglio prossimo i titolari di partita Iva potranno dedurre le spese del carburante per autotrazione solo se pagheranno il rifornimento con...
PESCARA . Addio alla vecchia scheda carburante. Dal primo luglio prossimo i titolari di partita Iva potranno dedurre le spese del carburante per autotrazione solo se pagheranno il rifornimento con bancomat, carta di credito o carte prepagate. Oppure, in aggiunta, come stabilisce una circolare firmata il 4 aprile scorso dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, anche con addebito diretto, bonifico bancario o postale e bollettino postale, o con il classico assegno. Certo, alcune di quelle previste sono modalità di pagamento un po’ difficoltose da applicare in pratica (immaginate di dover passare alle poste a fare il versamento, prima di recarvi al distributore), ma vanno tutte nella direzione di rendere tracciabili i pagamenti e combattere l’evasione fiscale.
A mandare in pensione la vecchia scheda carburante, con tanto di schede, timbri e registri cartacei, è stata la legge di bilancio 2018, che ha stabilito un paletto che avrà riflessi importanti per liberi professionisti e imprese: anche le spese per l’acquisto di carburanti e lubrificanti per auto, natanti da diporto, per poter essere detratte dalle tasse devono essere tracciabili. Ed è per questo che a partire dal primo luglio le uniche modalità di pagamento concesse sono quelle elettroniche e altre, quelle elencate qualche riga fa.
E anche il benzinaio dovrà documentare il rifornimento attraverso la fattura elettronica. Anche questo è un obbligo previsto nella legge di bilancio 2018.
Insomma, tutto tranne che il denaro contante. O meglio, si potrà anche decidere di utilizzare moneta sonante, a patto però di rinunciare a chiedere la detrazione fiscale. La legge prevede, sempre dal primo luglio, la possibilità di usufruire di un credito d’imposta pari al 50% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con i sistemi di pagamento elettronico. Il credito potrà essere sfruttato attraverso la compensazione col modello F24, a partire dal periodo d’imposta successivo.

