Addio alla scuola: 8mila studenti abbandonano

16 Settembre 2024

Il dossier della Cgia, su dati Istat e Eurostat, traccia un quadro preoccupante «Faranno molta fatica a trovare un lavoro di qualità, adeguatamente retribuito» 

PESCARA. Il nuovo anno scolastico parte ufficialmente oggi con un numero che dovrebbe preoccupare l'Abruzzo. Quasi uno studente su 10 ha mollato libri e impegno scolastico, nelle scuole superiori, tra il 2023 e il 2024. Così scrive la Cgia di Mestre in un dossier elaborato su dati Istat è Eurostat.
L'Abruzzo è al decimo posto in Italia con una percentuale del 9,1, migliore rispetto a regioni come Toscana, Veneto, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna, che svetta con il 17,3%. Ma fa peggio di Piemonte, Basilicata, Lazio e Marche. Rispetto al 2019, comunque, la variazione percentuale del tasso di abbandono in Abruzzo è in calo, seppur di poco, dello 0,8%. In termini assoluti, lo scorso anno, hanno abbandonato gli studi 8.000 giovani abruzzesi. Un numero che posiziona la nostra regione al tredicesimo posto di una classifica nazionale dominata dalla Campania con 72.000 studenti fuggiti dalla scuola, seguono la Sicilia con 62mila, la Lombardia con 53mila e la Puglia con 38mila. A livello nazionale sono 431mila i ragazzi che hanno deciso di non andare più a scuola. Al più hanno conseguito la licenza di terza media, ma successivamente non hanno concluso nemmeno un corso di formazione professionale della durata superiore a due anni. Il Sud e le isole presentano i livelli di abbandono scolastico più elevati.
«È evidente», sottolinea la Cgia Mestre, «che nei prossimi anni questi ragazzi faranno molta fatica a trovare un’occupazione di qualità e adeguatamente retribuita. Le sfide lanciate dai cambiamenti epocali in atto, come la transizione ecologica e quella digitale», si legge nel dossier, «non potranno che relegarli ai margini del mercato del lavoro, mettendo in difficoltà anche le imprese, che faticheranno ancor più di quanto non stiano facendo adesso a reperire tantissime figure altamente specializzate che raggiungono queste competenze dopo aver conseguito un diploma in un istituto professionale, un Its (istituto tecnico superiore) o una laurea in un politecnico».
La seconda analisi che induce a riflettere riguarda i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riportati dalla Cgia Mestre, sui numeri degli alunni per regione ed i loro percorsi di studio che, in questo caso, vedono l’Abruzzo navigare nelle retrovie per ciò riguarda gli iscritti agli istituti tecnici/professionali. Siamo al 17° posto in Italia con 16.957 giovani che hanno scelto un istituto tecnico e 6.515 una scuola professionale, su un totale di 56.770 studenti delle scuole statali secondarie di II grado. Tutti gli altri (33.298) hanno optato per i Licei. «Nelle realtà territoriali dove le attività produttive sono più diffuse e competitive rispetto al resto del Paese», rimarca la Cgia Mestre, «l’incidenza percentuale degli alunni iscritti negli istituti tecnici e professionali è alta». Accade in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Ma non in Abruzzo, quasi fanalino di coda. Anche questo forse dovrebbe destare preoccupazione.
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