Addio allo storico preside Palma Masci: perdiamo uno dei migliori

18 Luglio 2021

Professore al Da Vinci e poi dirigente al Galilei e al Classico dal 1990 al 2004, si è spento ieri a 84 anni  Domani alle 10 i funerali nella chiesa di San Giuseppe con il gonfalone del “suo” liceo D’Annunzio

PESCARA. Claudio Palma è stato comunista nella sua Gissi quando andare alle feste dell’Unità nel periodo di splendore di “zio Remo”, come chiamavano Remo Gaspari da quelle parti, era un azzardo da oscurare perfino con le persiane, tutte sbarrate in quelle giornate rosse. E invece in piazza Claudio Palma c’era. E con Gaspari, quando si incrociavano lungo il corso, si confrontava con il rispetto reciproco per le grandi intelligenze. È da lì, da Gissi, dove tornava per le vacanze estive, che lo storico preside del liceo classico D’Annunzio, era partito poco più che ragazzino. Aveva 14 anni quando è arrivato a Pescara proprio per frequentare il ginnasio. Ne aveva 84, ieri pomeriggio, quando è morto, dopo una serie di complicanze accumulate in tre settimane di degenza ospedaliera.
Persona pacata, riservata, dotata di grande senso civico, Claudio Palma è stato prima di tutto un uomo di scuola. Insegnante di Lettere al liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, poi preside al liceo scientifico Galilei e poi l’approdo al Classico, che Palma ha diretto, ammodernandolo, dal 1990 al 2004, quando è andato in pensione. Sposato con Tina Manzo dal 1965, e papà di Paola e Roberta, la prima insegnante al Da Vinci e la seconda dirigente d’azienda a Roma, “il preside” ha continuato anche dopo la pensione a far parte della vita culturale e politica della città. Ancora oggi era nella storica giuria dei sette saggi del Comune per l’assegnazione del Ciattè d’oro e da presidente dell’associazione “Alumni del liceo classico”, continuava a mantenere con curiosità e passione i contatti con la sua adorata scuola. Diceva ai suoi insegnanti: «Fate il mestiere più bello del mondo, perché voi entrate in classe, chiudete la porta e avete a che fare con ragazzi che aspettano voi per sapere qualcosa. I casi particolari ci sono, ma fanno parte del gioco e i dispiaceri sono compensati dalle soddisfazioni». E lui ne ha avute tante di soddisfazioni, non fosse altro per il rispetto che nel tempo hanno continuato a riservargli le generazioni di giovani che lo hanno conosciuto. Scrive di lui il consigliere comunale Pd Piero Giampietro: «Ha avuto tanti meriti, come quello di rendere più democratica una scuola storicamente d’élite come il liceo classico, garantendo piena cittadinanza ai tanti come me che non venivano dalla “Pescara bene” ma non si rassegnavano. Lo avevo ritrovato nella sezione dei Ds del mio quartiere, la “Grimau” di via Rigopiano, ma assieme a Tortontano è stato l’unico al quale, nonostante i ripetuti inviti, non sono mai riuscito a dare del tu».
Tifoso del Pescara quanto della sua amata Inter, gran raccoglitore di funghi e una vita da sportivo che l’ha visto uscire in bicicletta fino a qualche anno fa, Palma è stato assessore alla cultura con la giunta Collevecchio, ma ancora prima, come ricorda Gianni Melilla, ha vissuto il suo impegno politico nel sindacato quando, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, dirigeva la Cgil Scuola con altri docenti socialisti e comunisti. «In quegli anni lo conobbi da militante del movimento studentesco», ricorda Melilla, «Claudio Palma dialogava con noi studenti che allora eravamo più a sinistra del Pci, il suo partito. Giovani che avevano il “mito” della classe operaia e simpatizzavano con la Cgil grazie alla lungimiranza di professori come Claudio Palma, Erminio Anchini, Nino D’Intino, Renato Guarino, Gianfranco Di Pietro e sindacalisti di valore come Silvano Mariani, Antonio Carocchi, Vincenzo Brocco, Piero D’Andreamatteo, Antonio Corneli. Claudio poi lo ritrovai alla sezione Pci Grimau di via Rigopiano, di cui fu uno dei principali dirigenti». Oggi di lui restano la storia, l’esempio, ma anche migliaia di libri di saggistica e letteratura che il preside acquistava, catalogava e recensiva quotidianamente con dedizione totale. Voleva farne una donazione al suo liceo, e ci aveva anche provato, ma la burocrazia è spesso inciampo dei grandi slanci.
Domani alle 10 a San Giuseppe il funerale. Lo celebrerà don Achille Villanucci, professore di religione al Classico quando Palma era preside. «Se mi porteranno in Chiesa» disse scherzando poco più di un anno fa al sacerdote, «vorrei che a parlare fossi tu che mi conosci». Accanto alla bara ci sarà il gonfalone del liceo Classico. E dietro, insieme alla moglie e alle figlie, i suoi nipoti: Ilaria, Giulia e Alessandro.
A loro arrivano le condoglianze del sindaco Carlo Masci: «Pescara perde uno dei suoi uomini migliori. Ci siamo molto stimati, abbiamo avuto un grande rapporto di collaborazione, anche se da posizioni politiche diverse. Da sindaco l’ho ritrovato con piacere tra i Saggi per l'assegnazione dei Ciattè d'oro, dove ha continuato a mostrare il suo proverbiale equilibrio e la sua grande saggezza. Mi mancheranno la sua voce pacata e i suoi ragionamenti concreti». «Un galantuomo d’altri tempi», sintetizza l’assessore Luigi Albore Mascia.