Addio Benito De Carolis Città Sant’Angelo in lutto

30 Novembre 2018

Aveva 92 anni, era di Bisenti. Domani i funerali, poi il ritorno nel paese natale  Ex impresario edile, scriveva poesie dialettali e aveva pubblicato tre romanzi

CITTÀ SANT’ANGELO. «Vi ho voluto sempre tanto bene». Sono state le ultime parole di Benito De Carolis ai tre figli, Guido, Paolo e Goffredo, poco prima di spirare ieri sera alle 22 nell’ospedale di Atri, dove era stato ricoverato per un malanno una quindicina di giorni fa. Novantadue anni, nato a Bisenti, ex dirigente della Camera di commercio di Teramo e impresario edile in pensione, Benito De Carolis era vedovo di Antonietta Crudeli, anche lei originaria del paese teramano, scomparsa cinque anni fa.
Lascia i figli Guido, 63 anni, dirigente della Asl di Teramo; Paolo, insegnante di materie letterarie all’istituto Alessandrini di Montesilvano, giornalista e direttore di ForzaPescara.com e Goffredo, 55 anni, sindacalista all’università D’Annunzio. La camera ardente si terrà oggi nelle sale della casa funeraria De Bonis di via D’Annunzio a Città Sant’Angelo. Dopo i funerali, la salma del cantore della poesia dialettale, ex ristoratore emigrato in Venezuela, tornerà nella sua Bisenti dove sarà tumulata nella cappella di famiglia. Benito erano nonno di sei nipoti, Manuel, Manola, Valerio, Flavio, Consuelo ed Edoardo. Da un anno è diventato bisnonno di Emma, la piccola di casa, figlia di Consuelo. I ricordi di Paolo a pochi minuti dalla morte del padre, con il suo addio postato sui social: «E dopo un lungo e piacevole viaggio mio papà, Benito, molto conosciuto qui, ha deciso di andarsi a riposare per sempre vicino alla sua amata Antonietta. Non si è dimenticato, però, di lasciarvi un suo simpatico, sentito ma estremo saluto. Ciao papà, dai un bacio alla mamma». Benito, nato il 10 luglio 1926, si era trasferito dai figli a Città Sant’Angelo dopo la morte della moglie.
«È stato un padre affettuoso, premuroso, presente, un grande esempio per noi», rivela Paolo De Carolis, «era molto legato alla famiglia, sempre prodigo di consigli, ironico, con la battuta pronta e ultimamente star dei social. Gli facevamo raccontare le sue scappatelle da giovane e aveva un seguito pazzesco. Le sue ultime parole sono state per noi. Vi ho voluto sempre bene, ci ha sussurrato prima di andarsene. E poi ci ha detto di essere contento per la laurea del nipote Valerio. Grande lavoratore, da pensionato si era dedicato alla poesia dialettale. Aveva pubblicato tre romanzi in vernacolo ironizzando sulla vecchiaia e sulla rinascita e una lettera alla madre».