Addio Cascella, l’uomo che vestiva le star

3 Marzo 2018

Umberto è morto a 84 anni. Nel suo negozio a Porto Cervo, si servirono Agnelli e Brigitte Bardot. Oggi i funerali

PESCARA. Ha cominciato vendendo tessuti. Si spostava con la sua bicicletta, tra Pescara e la provincia. Poi un po’ per volta ha costruito un marchio, il marchio Cascella, che si è affermato prima in Abruzzo e poi in Sardegna, a Porto Cervo. Umberto Cascella, morto ieri a 84 anni, non è stato un commerciante di abbigliamento come gli altri. Lui creava moda, faceva tendenza, scopriva talenti. Ed è palpabile l’orgoglio, smisurato, del figlio Danilo (l’altro si chiama Maurizio), che ha seguito le orme del padre. E «se inizialmente ero io la sua spalla, poi è diventato lui la mia», dice.
Ripercorrendo rapidamente la storia lavorativa del padre, Danilo ricorda che quando aveva 18 anni Cascella vendeva tessuti. Non si trattava di materiali qualsiasi. «Erano tessuti di pregio, dai colori azzardati» e con questo lavorava liberava già da giovanissimo la sua passione «per lo stile, per l’eleganza» che ha sempre alimentato diventando «precursore di tante mode». Il primo negozio, più che altro «una bottega», lo aprì in viale Marconi, dopodiché si spostò in via Nicola Fabrizi e quindi in corso Umberto. «Era solo l’inizio», dice sempre Danilo, perché poi nel 1967 il commerciante pescarese aprì il primo negozio di moda a Porto Cervo, in vicolo Corto, «dov’è ancora oggi», sempre con il nome Cascella. Da lui si sono servite le star, quelle con la “s” maiuscola: «principi, premi Nobel, premi Oscar, da Agnelli a Brigitte Bardot passando per Ronaldo e Rod Stewart, tutte persone di un livello altissimo, che si trovavano molto bene con mio padre e lui con loro».
C’è una particolarità che ha reso i Cascella unici, nel campo della moda. «Siamo ricercatori e scopritori di stilisti» e basti pensare a Roberto Cavalli, «con cui abbiamo un rapporto personale, ma anche Dsquared e Antonio Marras, per fare alcuni nomi. Siamo i primi a scegliere le collezioni e a lanciare i brand», prosegue Danilo soffermandosi sulle altre attività aperte nel tempo a Roma e Miami e sui progetti di moda e design portati avanti a Milano.
Cascella-padre ha lavorato fino a cinque anni fa, a Pescara, «con la grande spalla di mia madre Fiorella, che gli ha consentito di costruire il suo progetto». Ha viaggiato molto, come «pescarese doc si è fatto conoscere e ha fatto conoscere la città ai livelli più alti, negli ambienti più importanti, tra Roma, Parigi e New York. Ha raggiunto una notorietà incredibile, era presente nei grandi salotti ed era rispettato da tutti. Con lui siamo stati profeti all’estero» mentre qui ha vissuto «una Pescara bella, una città in cui c’era un grande giro di turismo, quella città che tutti rimpiangiamo, oggi che siamo tornati ad essere un centro di provincia».
Danilo si sente «il prodotto» del padre, e rispetto a lui ha fatto un ulteriore «passo in avanti», nel campo del design. Guarda al futuro con gli insegnamenti ricevuti. Il più prezioso è quello di «vedere oltre quello che c’è, oltre l’apparenza, dando importanza ai dettagli, che fanno la differenza non solo nel vestire ma anche nei rapporti».
«Mio padre era fantastico» prosegue Danilo evocando l’immagine di un uomo con «uno stile unico» nell’abbigliamento, una persona «di gusto, che è una dote innata». «È stato il primo ad indossare i pantaloni rossi», per non parlare delle sue «calze viola» e delle sue vetrine «impressionanti, con un mix di colori» e delle sfilate di moda che, per primo, ha portato in strada, davanti al negozio. «Era un brillante, la sua presenza riempiva un ambiente. Era in grado di impressionare il mondo elitario» e la sua storia dimostra, oggi, che «è stato uno dei più grandi, a livello nazionale e internazionale».
Al posto del negozio dei Cascella, che ha chiuso i battenti pochi anni fa, nel 2013, oggi c’è il bar Berardo, che ha esteso notevolmente i suoi spazi. E Adamo Di Natale, il titolare, ricorda Umberto come «un grande personaggio, non solo a Pescara ma anche in Costa Smeralda. Un commerciante serio e capace che a Pescara era all’avanguardia, anzi all’avanguardissima già tanti anni fa».
I funerali di Cascella oggi alle 14.45 nella chiesa Stella Maris.
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