Addio con gli auguri all’ottico scomparso

20 Febbraio 2020

Folla ai funerali di Palumbo, ieri avrebbe compiuto 38 anni

MONTESILVANO. Lacrime, sconcerto e un silenzio surreale, rotto solo da un forte applauso e da uno straziante “Tanti auguri” intonato davanti alla sua foto poggiata sulla bara insieme a una sciarpa del Napoli di cui era un grande tifoso.
FOLLA AL RITO FUNEBRE Parenti e amici di Vincenzo Palumbo, conosciuto come Vins, hanno dato così l’ultimo saluto, ieri mattina nella chiesa di San Raffaele Arcangelo affollata di centinaia di persone tra amici, parenti e quanti conoscevano e stimavano l’uomo, all’ottico di 37 anni stroncato improvvisamente da un problema cardiaco nella notte tra domenica e lunedì.
Per un tragico caso destino, infatti, il funerale di Palumbo è stato celebrato proprio nel giorno in cui il giovane papà - che lascia una figlia di 6 anni, Emma Sophie, e la moglie Simona incinta al settimo mese – avrebbe compiuto 38 anni.
«Sappiamo tutti che oggi sarebbe stato il compleanno di Vincenzo», ha ricordato un parente in lacrime all’uscita dalla chiesa, «e sappiamo bene quanto a lui piacesse fare festa, divertirsi e stare in compagnia. Per questo propongo di cantare tutti insieme, un’ultima volta, tanti auguri a te».
CANTO STRAZIANTE Un canto straziante, rotto dai singhiozzi dei genitori Mariano e Antonina, residenti a Taranto che si sono precipitati in città appena appresa la notizia, dei fratelli Roberto, Alessandra e Fabrizia, e della moglie Simona che per prima ha lanciato l’allarme al 118 la sera della tragedia. Palumbo si trovava in casa al momento del malore fatale, sopraggiunto dopo che l’uomo aveva trascorso la serata fuori con la famiglia e dopo essersi fatto una doccia intorno all’una di notte. L’autopsia ha poi confermato il decesso a causa di un problema cardiaco. A soccorrere Palumbo, proprio quella donna che lui amava tanto e che fra un paio di mesi metterà alla luce il suo secondo figlio. Un bambino che purtroppo non conoscerà mai il padre al quale i soccorritori non hanno potuto fare nulla per salvare la vita.
«SENZA PAROLE» «E’ una tragedia troppo grande che ci lascia senza parole», ha sottolineato don Graziano durante l’omelia, in un’atmosfera di grande mestizia.
«Anche io, onestamente», ha ammesso don Graziano, «ho difficoltà a celebrare questo funerale, dal momento che Vincenzo aveva la mia stessa età. Ma sono certo che lui saprà trovare il modo di continuare a essere vicino alla moglie, ai suoi figli e a tutti i familiari e gli amici che oggi piangono la sua scomparsa prematura e improvvisa».
Dopo la cerimonia funebre, un corteo si è snodato dalla chiesa fino al cimitero di Montesilvano dove il giovane padre è stato sepolto, a poche centinaia di metri dalla casa di via Vestina in cui abitava con la sua famiglia.
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