Addio Coraluppi, genio aquilano inventore della videoconferenza

È morto a 88 anni negli Usa, pioniere del digitale, ha fondato due società che oggi hanno oltre 650 dipendenti
L’AQUILA. Negli Stati Uniti ha inventato alcune delle tecnologie che hanno cambiato la vita di tutti, a partire dalla videoconferenza che durante la pandemia ha aiutato a tenerci meno distanti. Ma l’ingegnere e matematico Americo Giorgio Coraluppi, morto nei giorni scorsi a 88 anni, è partito dai vicoli dell’Aquila, dove era nato nel 1934 da Guido e Annamaria.
Dall’Aquila in realtà se ne era andato via presto con la sua famiglia per trasferirsi a Milano, dove ha studiato al Liceo classico e al Politecnico. È stato anche militare dell’Aeronautica e ricercatore della Olivetti. Poi, dopo essersi sposato con Laura, nel 1964 decise di tentare la fortuna negli Stati Uniti.
E nella piccola cittadina di Monroeville, in Pennsylvania, poco distante da Pittsburgh, fondò la Compunetics, a cui seguirono le due società collegate Compunetix e Chorus Call, che oggi hanno oltre 650 dipendenti e che lui ha continuato a dirigere fino a poco prima della sua scomparsa insieme a due dei suoi quattro figli Sabina, Monica, Chiara e Stefano. Lascia loro, i nipoti e la seconda moglie Luisa.
Tanti i riconoscimenti ricevuti. L’ultimo è stato il suo inserimento, nel 2020, nella Space Technology Hall of Fame, cioè l’olimpo degli scienziati innovatori a cui si deve la creazione di tecnologie che cambiano la vita.
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