Addio di familiari e amici a Marco stroncato dalla leucemia a 24 anni

PESCARA. Ha combattuto fino all’ultimo ma non ce l’ha fatta. Marco Giuliante è morto a 24 anni lasciando nei familiari e negli amici il ricordo di una persona speciale. Perché aveva un carattere...
PESCARA. Ha combattuto fino all’ultimo ma non ce l’ha fatta. Marco Giuliante è morto a 24 anni lasciando nei familiari e negli amici il ricordo di una persona speciale. Perché aveva un carattere «stupendo», dice il padre Angelo, responsabile degli impianti sportivi al Comune di Pescara.
Marco era «affabile, solare, mai scontroso, si è sempre fatto volere bene e non ha mai fatto pesare la sua malattia», aggiunge il padre ricordando che la scoperta della leucemia c’è stata «quando aveva 16 anni». Da allora ha subito due trapianti ma il male che lo aveva colpito è tornato. E lui non si è mai dato per vinto. Anzi, il suo modo di essere è rimasto «solare».
«Grazie agli insegnanti dell’istituto tecnico di Chieti (dove il giovane ha vissuto fino a 18 anni), Marco ha avuto la possibilità di diplomarsi, perché lo hanno seguito mentre era in ospedale», e ha conseguito il titolo di geometra. E non ha mai smesso di coltivare le sue passioni. «Amava molto lo sport e in particolare il pugilato ed era appassionato di musica, anche se non ha avuto la possibilità di studiare. A casa, però, aveva degli strumenti. E ha voluto a tutti i costi comprare una moto, entrando a far parte del gruppo “Messa in moto”, guidato da don Nando», aggiunge il papà del 24enne.
«Marco mi mancherà tantissimo», osserva Giuliante sottolineando che il figlio è stato speciale anche nel suo percorso di cura perché «ha partecipato agli incontri di beneficenza per Ail e Agbe».
Gli fa eco Valeria, una delle due sorelle di Marco (l’altra è Francesca, la mamma è Antonietta). «Può sembrare scontato ma penso davvero che Marco fosse la persona più buona del mondo», dice la ragazza. «Era il fratello migliore che si potesse desiderare», rappresentava uno «stimolo» per la sorella più piccola. «Mi spingeva a buttarmi nelle cose, mi coinvolgeva e con lui riuscivo a confidarmi, oltre ad essermi sempre divertita. Qualsiasi occasione è stata speciale, con Marco», che la sorella definisce «puntiglioso e pieno di interessi. Un ragazzo che dava tutto agli amici e alla famiglia. Un giovane romantico, ma anche carismatico».
Colpiva la sua eleganza, aggiunge Alessandro Giansante, un amico del 24enne. «Usciva sempre con la camicia e la cravatta, i pantaloni lunghi e i mocassini. Mi ha trasmesso le sue passioni, ad esempio quella per gli orologi» e di Marco colpiva «la grande energia, la voglia di vivere. Sembrava la persona più felice del mondo, nonostante la malattia. Era un tipo energico, non mollava mai. Conoscerlo mi ha cambiato la vita».
Un pensiero va a chi si è occupato di Marco in questi anni. «Sono stati professionali e ci sono stati vicini», conclude Giuliante che oggi darà l’ultimo addio al figlio in via Cavour, nella chiesa Beata Vergine Maria del Rosario, alle 15.30. (f.bu.)
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