Addio ispettore Mastronardi La polizia postale in lacrime

21 Aprile 2020

Stroncato a 54 anni da un malore in casa a Montenero di Bisaccia, era esperto di reati contro i minori  La dirigente Narciso: «Grande poliziotto e punto di riferimento». Aveva lavorato anche alla Polstrada

PESCARA. L'ultima immagine che hanno di lui è di pochi giorni fa, mentre si muoveva in ufficio, con la mascherina sul volto. Passando davanti alla stanza della dirigente, Elisabetta Narciso, diceva "Tutto bene, doc?". E quelle parole risuonano ancora nella testa di chi lavorava al suo fianco. Negli spazi pescaresi del Compartimento di polizia postale e delle comunicazioni non sembra vero che l'ispettore superiore Angelo Mastronardi sia morto.
Ieri mattina è stato stroncato da un malore nella sua abitazione, a Montenero di Bisaccia, a 54 anni. Impossibile rianimarlo, nonostante i tentativi andati avanti a lungo. Era diventato un punto di riferimento per tutti, alla Polpost, perché era «un grande poliziotto: serio, professionale e con un senso di responsabilità non comune», dice di lui Narciso, rimasta senza parole così come i colleghi e chi lo ha conosciuto, ad esempio, alla procura dell'Aquila e alla Distrettuale.
Mastronardi, sposato con Erminia e papà di Vincenzo, aveva lavorato in passato anche alla sottosezione della polizia autostradale di Vasto sud e alla sezione di Pescara della Polstrada (dove era stato responsabile della sezione di Pg), dopodiché (circa sei anni fa) aveva chiesto e ottenuto di spostarsi alla Polpost, «passando da una specialità all'altra della polizia» con una elasticità invidiabile.
«Quando mi disse di voler venire alla Postale ero raggiante», racconta Narciso che aveva già lavorato con Mastronardi alla Stradale. «Nel giro di pochissimi giorni, con un iter brevissimo, arrivò da noi e devo dire che ha cambiato le sorti del Compartimento», prosegue Narciso mostrando una stima indicibile, oltre a un grande sconforto per una perdita inattesa e dolorosa. «Pur essendo un autodidatta, era ferrato dal punto di vista informatico. Era come se lo avesse sempre fatto e la sua capacità in questo campo è emersa sempre di più nel corso delle indagini. Ma non è solo questo. Era anche un ottimo poliziotto, nel senso tradizionale del termine, aveva un grande intuito e i suoi spunti investigativi si sono rivelati determinanti in molti casi. Ecco perché era diventato un punto di riferimento: lo chiamavano anche da altri uffici, per chiedere consigli, e da noi ha dimostrato di sapere fare squadra. Lui era quello di "Armiamoci e partiamo" e non c'era mai qualcuno che avesse da ridire, anzi era stimolante per gli altri».
Si occupava della lotta alla pedopornografia, di reati contro i minori, era il responsabile della sezione Cybercrime, ed è stato grazie a lui se «tanti bambini sono stati salvati e tanti arresti sono stati eseguiti», dice sempre Narciso con l'orgoglio di chi ha avuto un collaboratore validissimo che sapeva come incastrare «maniaci e adescatori».
«Era la persona giusta al posto giusto e io ero sicura di lui», conclude la dirigente della Polpost ripercorrendo dentro di sé i ricordi di questi anni fino alle ultime settimane, quando Mastronardi è rientrato in ufficio dopo un periodo trascorso a casa, per via dell'emergenza coronavirus, visto che Montenero era in una zona rossa.
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