Addio laico al socialista Giansante

Cerimonia in via Sabucchi per le esequie del dirigente politico scomparso all’età di 61 anni
PESCARA. Sono stati in tanti, ieri pomeriggio, a portare un ultimo saluto a Franco Giansante, 61 anni, il leader socialista montesilvanese deceduto l’altro ieri a 61 anni. Una cerimonia laica che si è tenuta nella casa dove Giansante ormai si era trasferito da Montesilvano, in via Sabucchi 7, a Pescara, e nella quale un’orazione è stata tenuta, per ricordare la figura del politico scomparso, dall’ex onorevole socialista Piero D’Andreamatteo, durante la quale si sono riuniti i socialisti di un tempo, ma anche esponenti politici di altra estrazione, come il consigliere comunale Carlo Masci, con un passato in Forza Italia, oppure l’attuale governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in passato militante della Dc, prima di approdare al Pd.
Tra gli altri, si sono notati il deputato dei democratici Antonio Castricone, Nino D’Annunzio, Emidio Di Felice, Tonino D’Arcangelo, Francesco Pasquale, Paolo D’Andreamatteo, e poi Moreno Di Pietrantonio, Franco Leone, Giacomo e Gaetano Cuzzi.
Un’epoca del socialismo locale che dunque va a chiudersi con la morte di Giansante, che aveva cominciato la sua carriera politica, in quanto rappresentante delle istituzioni, nel 1980, a 26 anni, quando fu eletto come consigliere a Montesilvano. Lombardiano doc, quella che una volta etichettava la sinistra del Psi, la sua attività politica a Montesilvano è stata spesso caratterizzata dal dualismo con Nino D’Annunzio, esponente invece dell’ortodossia craxiana, quella denominata «riformista», con incarichi che lo hanno portato sia a diventare segretario cittadino del Psi per alcuni anni, sia assessore comunale. Un attaccamento, quello ai socialisti, da parte di Giansante, che non è mai venuto meno, tanto da indurlo a non iscriversi a nessun altro partito anche dopo lo scioglimento nell’era post-craxiana e la conseguente diaspora, che portò numerosi iscritti a scegliere gli eredi del Pci o la nascente Forza Italia.
Un socialista fino in fondo, che anzi ha voluto che nella bara fossero deposti dei garofani - simbolo, per anni, del partito socialista - e una bandiera del Psi. Consulente tecnico-sanitario, Giansante aveva ricoperto anche il ruolo di vice presidente del consorzio di gestione della Asl di Pescara.
«Ho perso un amico fraterno», ha detto D’annunzio, per anni suo "antagonista" nel partito montesilvanese. «Su di lui, potevo sempre contare». (V.d.L.)
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