Addio Leo, guerriero fino alla fine Muore l’ex capitano dei Crabs

Lupo, 48 anni, non ce l’ha fatta. Da mesi lottava contro la malattia, sostenuto da tantissimi amici Per lui anche gruppi di preghiera con don Cristiano: «Era un leone, con una voglia di vivere infinita»
PESCARA. Il “guerriero” ha smesso di lottare. Leo Lupo, 48 anni, pescarese, storico capitano dei Crabs, squadra di football americano nata negli anni ’80, è morto ieri sera all’ospedale di Pescara. Intorno alle 21 il suo cuore grande ha cessato di battere. Da un paio di settimane era ricoverato nel reparto di Rianimazione dove lo hanno condotto le complicanze di un male contro cui lottava da diverso tempo. Negli ultimi mesi la situazione si è aggravata. La città piange uno dei suoi miti dello sport. Sui social scorrono fiumi di lacrime e dolore. Il tam tam della sua scomparsa è passato di cellulare in cellulare fino a notte fonda.
Leo Lupo era conosciutissimo negli ambienti per la sua passione football, nata negli anni ’90 quando ha cominciato a muovere i primi passi nella squadra al suo massimo fulgore. Ma era conosciuto anche come una persona dal carattere determinato, dolce e forte.
Lascia straziati dal dolore la moglie Maria e i figli Stefano e Riccardo, 20 e 13 anni, con i quali viveva in viale Muzii, i genitori Vittorio e Anna, i fratelli Francesca, dipendente comunale e Matteo, tatuatore. La data dei funerali ieri sera prima della mezzanotte non era ancora stata fissata, ma presumibilmente si terranno domani nella chiesa della Visitazione, a Zanni, che Lupo frequentava con la famiglia.
Il parroco, don Cristiano Marcucci, che ha organizzato gruppi di preghiera per Lupo in ospedale, ha parole di tenerezza per l’amico d’infanzia e di comitiva appassionato di discipline orientali: «Era un leone, una persona positiva con una voglia di vivere infinita, era curioso, amava cercare e spargeva amore ovunque, inondava di bene». Lorenzo Papa, titolare del lido Plinius, giocava col capitano che di professione faceva il rappresentante di prodotti per l’elettronica: «Era un amico fraterno», rivela commosso il balneatore, «si è riempito la vita di tanti amici e tante persone gli volevano bene. Era simpatico e amico di tutti. Da un anno combatteva contro un male che non gli ha dato scampo, ma mai si è arreso di fronte alla malattia. L’ho sentito due settimane fa per telefono, era combattivo».
Lupo è nato in via Canova. A fine anni ’80 si appassiona ai Crabs, la squadra fondata nel 1983 dallo scomparso Giuseppe Baldati. Si allena allo stadio e all’antistadio con la maglia numero 56. I figli di Baldati, Alessandro e Francesco, lo ricordano così: «Era un grande uomo e un compagno di squadra fantastico, noi eravamo 52 scalmanati, tra cui Fabrizio “Bambi” Moretti, Lorenzo Papa, Gaetano Ranieri e tanti altri. Giocava in difesa. Ha fatto pare della rinascita dei Crabs, che hanno conosciuto più vite, ed è stato promotore della nascita dei Crabs femminile, negli ultimi anni. Era un guerriero, un combattente, voleva sempre vincere, dispiace tantissimo». Scrivono i new Crabs, personal best: «È col cuore pesante che salutiamo una icona del football americano a Pescara, compagno di squadra , fratello. Linebacker, allenatore della difesa delle Lobsters campioni d’ Italia 2013, esempio di sport e di vita, indomito e coraggioso come il suo nome suggeriva. Ciao Leo, sarai ricordato sempre, nei nostri cuori non morirai mai». Sui social Florindo Testa scrive: «Mi spiace da impazzire, ho pregato tutti i giorni: un centimetro la volta Lè, un centimetro alla volta. Hai lottato da quello che sei, da guerriero, si, fino a quel maledettissimo centimetro». Pino Mele: «Veramente ma veramente una delle persone più belle che io abbia mai conosciuto».

