Addio Luigi D’Eramo storico segretario Cgil e paladino dei diritti

Aveva 77 anni e guidò il sindacato regionale dal 1992 al 1996 Lottò contro il lavoro nero e lo sfruttamento dei braccianti
PESCARA. Una vita intera dedicata ai diritti dei lavoratori e alle battaglie sociali. Si è spento a 77 anni Luigi D’Eramo, storico sindacalista originario di Montazzoli (in provincia di Chieti) ed ex segretario della Cgil Abruzzo all’alba degli anni Novanta. Era malato da tempo ed è morto nella sua casa di Francavilla due sere fa. Un’ondata di affetto (anche attraverso i social network) ha cullato la notizia della sua scomparsa, che ha travolto la moglie Rina, le due figlie di D’Eramo e tutti i suoi parenti e conoscenti: è il cordoglio dei suoi compagni di mille battaglie che hanno scalato con lui le gerarchie del sindacato abruzzese. D’Eramo è nato il 14 settembre 1944 e si è laureato in Economia e commercio all’università di Pescara. Militante del partito comunista e profondamente legato al movimento operaio, ha trascorso la sua vita a difendere i diritti dei lavoratori. La notizia della sua scomparsa ha scosso tutta la comunità della Cgil abruzzese, a cominciare dall’attuale segretario Carmine Ranieri, che lo ricorda come «un compagno dalla grande umanità, sempre vicino alle esigenze dei lavoratori, sempre pronto all’ascolto e al confronto».
D’Eramo ha guidato la Cgil abruzzese dal 1992 al 1996, cercando di tenere unite le diverse anime del sindacato in un periodo di grandi trasformazioni sociali. Ma la sua scalata ai vertici della Cgil parte molto prima, come direttore dell’ente confederale Addestramento professionale della Cgil (Ecap). Successivamente, è diventato segretario generale della Flai Cgil Abruzzo, a tutela dei lavoratori dell’agro industria, e poi anche della Fillea Cgil Abruzzo, a difesa dei lavoratori edili, un tema che resterà suo cavallo di battaglia. Nel 1992, poi, arriva la chiamata al vertice della Cgil regionale, quando Gianni Melilla vieneeletto deputato del Partito Democratico della Sinistra (PdS). «Dovetti lasciare il ruolo di segretario per incompatibilità degli incarichi», spiega Melilla, «e D’Eramo mi sostituì alla grande: ha combattuto tantissime battaglie per i diritti del lavoro ed è stato uno dei primi ad aprire alla tutela degli extracomunitari, che lavoravano nell’agricoltura, combattendo con tutte le sue forze il fenomeno del lavoro in nero».
«Abbiamo trascorso una vita insieme alla Cgil», dice Giuseppe Carminelli, che non riesce a trattenere le lacrime mentre ricorda il suo mentore Luigi D’Eramo, «entrai nel sindacato proprio grazie a lui e fu un incontro che mi cambiò la vita. È stato un grande. Ci siamo conosciuti negli anni Ottanta ed era una persona davvero speciale. Non pensava allo stipendio o alle poltrone, anche perché erano anni in cui noi sindacalisti prendevamo le bastonate per opporci ai padroni e la Cgil era la nostra unica famiglia». Il forte legame con i suoi colleghi, D’Eramo l’aveva costruito a suon di battaglie sociali, sul fertile terreno della difesa dei diritti: «Siamo stati insieme tanti anni in Cgil a livello regionale», spiega Nicola Primavera, «avevamo un rapporto di stima, amicizia e di militanza sindacale insieme. Lui era malato da tempo e negli ultimi anni si vedeva poco in giro, ma era una persona splendida e sempre disponibile. Era molto sensibile e aveva un fortissimo attaccamento alla causa della Cgil, e nello specifico al destino dei braccianti e dei lavoratori agricoli e degli edili. Bisognerebbe fare di tutto per conservarne la memoria e la sua lezione di vita. Era molto legato ai suoi valori». D’Eramo era uscito dal giro del sindacato quasi dieci anni fa. Le sue condizioni di salute sono gradualmente peggiorate fino alla scomparsa, due sere fa, tra le braccia dei suoi familiari. I funerali verranno celebrati oggi, alle 14, nella chiesa Maria Santissima Madre di Dio, in contrada Pretaro, a Francavilla.

