Addio Marco Zampacorta imprenditore dello sport

13 Maggio 2017

Il fondatore dell’impianto sportivo Vestina è scomparso a 56 anni La camera ardente allestita nella struttura. I funerali domani a San Raffaele

MONTESILVANO. Ha lottato fino all’ultimo, e fino all’ultimo, fino a tre giorni fa, ha continuato ad andare lì dov’era la sua casa, il suo mondo, la sua scommessa riuscita: il centro sportivo Vestina. Ma non ce l’ha fatta Marco Zampacorta, il creatore dell’impianto di via Vestina, sconfitto alla soglia dei 57 anni da un male che non gli ha dato scampo. Sposato con la signora Pina, padre di due figli, Andrea e Claudia, 31 e 26 anni, Zampacorta era molto conosciuto nel mondo del calcio e non solo.
Un imprenditore capace di farsi guidare dalla passione e dai sogni, Zampacorta, che nel 1990 decise di interrompere l’attività agricola che portava avanti con le coltivazioni di tabacco per investire tutte le sue risorse economiche e umane nella realizzazione di un impianto sportivo che è all’avanguardia ancora oggi. Tre campi in erba, campi da calcetto, da calciotto, con bar, ristorante e un centro riabilitativo aperto dopo che il figlio Andrea si è diplomato all’Isef con esperienze anche alla Pescara calcio, il centro Vestina negli anni è diventato un punto di riferimento per tutte le squadre, grandi e piccole. Dal Pescara (che nella stagione 2012-2013 si è allenata quotidianamente sui suoi campi), alla nazionale Under 21, fino alle avversarie dei biancazzurri che per le rifiniture andavano e vanno lì, ai campi “Zampacorta”. Campi in erba che erano il fiore all’occhiello di Marco Zampacorta, come racconta commosso il cugino Dino Zampacorta, assicuratore e imprenditore: «I campi in erba erano il suo gioiello, che gestiva e curava come fossero un’opera d’arte. Un continuo tagliare, seminare, innaffiare, ci teneva tantissimo, i campi erbosi erano il suo fiore all’occhiello e tutti quelli che venivano, compreso Sebastiani con il Pescara, si meravigliavano di come potesse tenerli perfetti anche d’inverno». Tifosissimo del Pescara e poi del Milan, lui stesso aveva giocato a calcio raggiungendo, con l’Alanno, anche l’Eccellenza. «L’unica consolazione», va avanti il cugino Dino, «è che è riuscito a coronare i tanti sogni che aveva. Prima di tutto le lauree dei figli, e poi il centro sportivo che gli ha permesso di creare qualcosa che avesse attinenza con il calcio. Ci ha investito tutta la vita, è riuscito a farlo diventare il gioiello che è oggi. Purtroppo il Padreterno ha deciso così, significa che Marco continuerà a controllare tutto da lassù». I funerali di Marco Zampacorta si terranno domani alle 9,30 nella chiesa di San Raffaele, in via Vestina.(s.d.l.)