Addio pizzeria Laura, «andiamo in Canada»

14 Novembre 2014

MONTESILVANO. Tra le attività che hanno chiuso i battenti a Montesilvano dall’inizio dell’anno c’è anche il noto ristorante pizzeria Laura di via Vestina i cui titolari, Antonio D’Alberto e sua...

MONTESILVANO. Tra le attività che hanno chiuso i battenti a Montesilvano dall’inizio dell’anno c’è anche il noto ristorante pizzeria Laura di via Vestina i cui titolari, Antonio D’Alberto e sua moglie Rosanna Ferretti, dopo 30 anni di attività sono ora costretti a cercare fortuna all’estero.

«Abbiamo rilevato il locale, già esistente dal 1984, nel 1990», spiegano, «e da allora abbiamo sempre lavorato benissimo fino a 5 anni fa quando prima c’è stata prima una leggera flessione, poi una profonda crisi, anche a causa dell’improvvisa disoccupazione di tanti nostri clienti che hanno diminuito la frequenza delle uscite. Il tutto a fronte di costi di gestione del locale sempre più elevati, tra tasse, corsi obbligatori e aumento delle materie prime».

Dopo aver diminuito il numero di dipendenti e tirato la cinghia per 3 anni nella speranza di una ripresa, i coniugi D’Alberto hanno preso una sofferta decisione: «Gettare la spugna prima di indebitarci come fanno tanti furbetti che smettono di pagare le bollette e i fornitori. È vero, chiudiamo con tanta tristezza nel cuore», dice Rosanna, «ma lo facciamo a testa alta, così come con dignità ci trasferiamo a Toronto, in Canada, nella speranza di veder riconosciuta la nostra professionalità come ormai non accade più in Italia, paese che amiamo e nel quale ci auguriamo di poter tornare presto, ma dove purtroppo la meritocrazia non esiste. Mio figlio, ad esempio, è un bravissimo ingegnere uscito dal Politecnico di Milano ma è dovuto andare in Francia per trovare lavoro. E lo stesso faremo anche noi. Mio marito partirà in settimana», prosegue, «e io lo raggiungerò dopo aver sbrigato le ultime pratiche. In molti ci chiedono se non ci preoccupa abbandonare tutto e ricominciare in un posto nuovo, soprattutto a 52 anni. La risposta è no, ci fa molta più paura restare qui». (a.l.)

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