ADDIO SIGNOR TENENTE FALETTI MUORE A 63 ANNI

MALATO DA TEMPO, SU FB AVEVA SCRITTO: L’INCERTEZZA È PURA AGONIA LAUREATO IN LEGGE, SCELSE DRIVE-IN, POI SANREMO E LA SCRITTURA
TORINO. Addio signor Tenente. Giorgio Faletti a combattuto la sua battaglia contro la malattia finché il suo grande cuore di uomo, di artista originale e scrittore ha ceduto. Da qualche mese aveva scoperto di essere malato di tumore. Invano si era rivolto a un centro specializzato di Los Angeles, da dove era rientrato solo alcune settimane fa. Poi il nuovo ricovero a Torino, all’ospedale Molinette dove è morto. Sul suo profilo Facebook, giovedì aveva scritto: «A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L'incertezza è pura agonia».
Faletti è stato protagonista di una vicenda sotto molto aspetti unica nella cultura popolare italiana. Laureato in legge, cabarettista «diplomato» all'alba degli anni '70 al Derby di Milano, personaggio televisivo tra i più celebri degli anni '80, grazie soprattutto al Vito Catozzo di «Drive In», e poi cantante, con il clamoroso successo di «Signor tenente», paroliere (ha scritto per Mina), scrittore di best seller di scuola americana, pittore. Un uomo discreto, ironico e intelligente, un esempio raro di personalità capace di sfuggire alla gabbia della routine e di affrontare, con fortuna, sfide diverse. Se al Derby aveva avuto al fianco personaggi come Teo Teocoli, Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Paolo Rossi e Francesco Salvi, a schiudergli le porte della tv è stata Raffaella Carrà con «Pronto Raffaella». Il grande successo è arrivato proprio grazie a «Drive In», la trasmissione cult di Antonio Ricci che ha segnato un capitolo decisivo nella comicità televisiva: era la metà degli anni ’80 e la guardia giurata Vito Catozzo diventa una delle maschere comiche dell'epoca, facendo di Faletti uno dei personaggi più noti del periodo.
Nel frattempo aveva cominciato a esplorare il mondo della canzone, piazzando una hit Ulula e scrivendo per Mina Traditore, un pezzo inserito nell'album “Caterpillar”. Nel 1992 approda al festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti ma è due anni dopo che porta a termine una delle imprese più sorprendenti e famose della sua carriera: lui, comico celebre, si presenta con Signor tenente, un brano quasi recitato che racconta le stragi di Capaci e via D'Amelio dal punto di vista di un carabiniere che parla al suo superiore: «Minchia signor tenente» ripete il testo e la canzone si piazza seconda (vince Aleandro Baldi) e si aggiudica il premio della Critica. L'album che la contiene, «Come una cartone animato», è certificato disco di platino. Ma soprattutto, quel ritornello recitato, entra come frase idiomatica, nel fraseggio di una generazione. Nel 1995 torna in gara al Festival con L’assurdo mestiere quindi inizia un'attività di autore, scrive per Gigliola Cinquetti, Angelo Branduardi, Fiordaliso, vince anche il premio Rino Gaetano. E intanto mentre fisicamente diventa sempre più evidente la somiglianza con Peter Gabriel (più volte sono state pubblicate le foto sbagliate dei due), una cosa che lo divertiva molto, prepara la sua nuova, sorprendente, svolta: l'autore di thriller all'americana. L'esordio in questa veste è clamoroso: nel 2002 «Io uccido» vende quattro milioni di copie, due anni dopo, «Niente di vero tranne gli occhi» conferma il successo, dopo aver affrontato e superato un ictus. Quando nel 2007 nelle librerie arriva «Fuori da un evidente destino», È stato anche pilota di auto. Un’avventura davvero fuori dal comune la vita di Giorgio Faletti: un'avventura che può riassunta in questa sua frase: «Le cose non sono così semplici. Non lo sono mai state. Scegliere la strada più facile è solo un modo un poco più onorevole per fuggire».
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