Addio Tino Di Sipio una vita in politica «Uomo di dialogo»

24 Novembre 2023

Da Melilla a Testa, tanti ricordi. «Democristiano di razza» Oggi alle ore 15,30 l’ultimo saluto nella chiesa di Sant’Antonio

PESCARA. La politica e la cucina erano le sue grandi passioni. Tino Fortunato Di Sipio è morto ieri mattina all’età di 82 anni, compiuti il 3 aprile scorso. Esponente storico della Democrazia cristiana pescarese, da anni combatteva contro una serie di patologie. Ieri mattina l'epilogo. Si è sentito male mentre si trovava nella sua casa di Montesilvano, colpito da una crisi cardiaca. La corsa in ambulanza verso l'ospedale non è bastata a salvarlo. Lascia i figli Laura e Francesco. I funerali si terranno oggi alle 15.30 nella chiesa di Sant'Antonio, in viale Sabucchi. La salma riposerà nel cimitero dei Colli.
Nel corso della sua lunga attività amministrativa, Di Sipio ha ricoperto numerosi incarichi. È stato presidente della Provincia, assessore ai Lavori Pubblici al Comune, funzionario della Camera di Commercio tra gli anni '70 e '80, dirigente Corecom, presidente della Asl. Sarà ricordato come uno degli ideatori della Riserva Dannunziana. Tra i suoi sogni c'era quello di creare una funivia che collegasse i Colli alla parte pianeggiante della sua amata Pescara. Ricorda la figlia Laura: «Mio padre sarà ricordato come una persona brillante e onesta». La sua figura è stata un punto di riferimento (trasversale) per varie generazioni di giovani politici. «Sentiva di avere ancora molto da insegnare» rivelano gli amici più cari. Gianni Melilla, ex parlamentare: «Era un democristiano di razza, capace, onesto e dialogante. Da segretario provinciale del Pd collaborammo dando vita alla primissima esperienza di centrosinistra alla Provincia con lui presidente. Anticipammo l’Ulivo. Con grande signorilità e responsabilità politica si mise da parte per far posto alla candidatura di Luciano D’Alfonso alla presidenza della Provincia pur essendo il presidente uscente. Fu un raro esempio di non attaccamento al potere. Aveva tanti interessi e li ha coltivati con curiosità è intelligenza». E un ricordo arriva anche dall’ex presidente della provincia Guerino Testa, oggi deputato di Fratelli d’Italia: «Voglio rivolgere un pensiero affettuoso e le mie condoglianze alla famiglia Di Sipio per la scomparsa del caro Tino. Ci lascia un pilastro della politica locale e pescarese che ha dato il suo importante contributo anche in qualità di presidente della Provincia di Pescara. Ricordo sempre con il sorriso l’amico Tino al quale mi lega un episodio particolare quando, in occasione della mia elezione a presidente della Provincia, venne spontaneamente a trovarmi e, altrettanto sinceramente, dispensò alcuni preziosi consigli che custodisco ancora con grande affetto». Negli ultimi anni Tino Di Sipio si era dedicato alla presidenza dell'istituto Spataro per dialogare sul passato democristiano. E dal giovanile della Dc aveva percorso tutte le tappe nel partito e nell'amministrazione. «Tino Fortunato Di Sipio era una persona squisita e divertente. Usando un'espressione d'altri tempi: un signore», ricorda il segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «A pochi giorni dalla morte di Bruno Passeri la nostra provincia perde un altro protagonista della vita pubblica, radicato nella comunità, preparato, non improvvisato. Tino aveva uno stile che lo rendeva assai simpatico anche quando non si condividevano le sue posizioni. È stato un piacere conoscerti. Salutami Ivo», in riferimento al fratello, Ivo Di Sipio, politico democristiano scomparso due anni fa .
Carla Tiboni, presidente del Premio Flaiano: «Con Tino Di Sipio se ne va quella politica, democristiana legata e attenta alla comunità. Politico innamorato della politica, ha contribuito a costruire e far crescere Pescara, senza proclamare i propri meriti, ma rivolgendosi sempre ai suoi amici cittadini. Da presidente della Provincia finanziò, tra gli altri, anche i Premi Flaiano, convinto dell’importanza di promuovere non solo la cultura ma anche il territorio. Negli ultimi tempi attraverso i social raccontava e denunciava ciò che non funzionava e che penalizzava i pazienti».
Antonio Di Loreto, scrittore ed ex funzionario della Sovrintendenza: «Aveva una intelligenza vivissima, era capace di discettare delle dinamiche della società con analisi lucidissime e attuali e deduzioni preziose. Era un creativo, amico di Gabriele Pomilio, è stato l’artefice della valorizzazione della pineta. Apprezzato gastronomo, “inventore” del prodotto tipico, è stato consulente di libri e riviste editoriali».
Tra essi, “l’Aterno- Pescara: mistero di un fiume” ricorda Pierlisa Di Felice, direttore della Riserva Sorgenti del Pescara: «Insieme a cari amici abbiamo seguito il corso d’acqua con ricerca appassionata, seguendone tracce, racconti e memoria. Ora resta la memoria dei suoi consigli, dei suoi affettuosi rimproveri, ricordi per me estremamente preziosi. Resta un punto di riferimento che con intelligenza, sagacia ed ironia ci ha guidato, indicandoci sempre la giusta strada. Tino mancherai tantissimo».
Nel 2019, l’amministrazione del sindaco Carlo Masci gli conferì il Ciattè d’oro, riconoscimento ai pescaresi che si sono distinti.