Addio Tommaso, L’Aquila piange il bimbo di 4 anni morto all’asilo

Tra la folla in lacrime anche la mamma dei gemellini feriti. E la Basilica si riempie di famiglie
L’AQUILA. Un’intera città si ferma per l’ultimo saluto a Tommaso, il bimbo di 4 anni travolto da un’auto mentre giocava nel cortile dell’asilo “Primo maggio” dell’Aquila insieme ai suoi amichetti, cinque dei quali sono rimasti feriti. È un dolore che colpisce tutto l’Abruzzo. Lo striscione con la scritta “Ciao Tommaso” e due ali di folla accolgono l’arrivo del carro funebre davanti alla Basilica di Collemaggio. I volti tristi, gli occhi colmi di lacrime.
La bara è ricoperta di fiori bianchi, il colore della purezza di Tommaso che resterà bambino per sempre. La piccola bara percorre la navata principale seguita da mamma Alessia e papà Patrizio. Ma non ci sono parole per descrivere questo momento straziante.
IL SALUTO DEGLI AMICHETTI. Sergio, Vanessa, Mattia e Alice sono solo alcuni dei nomi dei compagni d’asilo scritti col pennarello nero sui grappoli di palloncini bianchi e celesti che campeggiano all’ingresso della basilica.
In cima c’è un palloncino a forma di cuore con il nome di Tommaso, volato in cielo tra gli angeli. E accanto alla bara c’è la foto del bambino: colpiscono il suo visino curioso, i suoi grandi occhi bruni e il ciuffo di capelli. Ai piedi del feretro qualcuno ha adagiato un orsacchiotto di colore beige. Sono le 15,30 di ieri, il giorno dell’addio.
LA chiesa gremita. La Basilica è riuscita a contenere a stento la folla che ha voluto salutare per l’ultima volta lo sfortunato bimbo e stringersi intorno ai suoi cari. Tante le famiglie con i loro bambini. C’è anche la mamma dei due gemellini ricoverati all’ospedale dell’Aquila, perché rimasti anche loro travolti dalla macchina di un’altra madre. È una tragedia che non risparmia nessuno.
Ai lati della navata il picchetto dei vigili del fuoco, degli operatori del 118 e della polizia. Sono stati tra i primi ad arrivare sul posto, e hanno fatto tutto il possibile per liberare Tommaso e gli altri bimbi rimasti incastrati sotto la Volkswagen Passat. Accanto alle forze dell’ordine ci sono quattro bambini con la maglietta azzurra dell’istituto scolastico “Mazzini”. Stringono composti tra le mani il gonfalone della scuola e durante la funzione fanno a turno per sorreggerlo.
L’OMELIA DEL CARDINALE. «La morte di un bambino ha il potere di provocare una immediata e generale mobilitazione di cuori, che si uniscono e diventano un solo cuore, che palpita con la stessa frequenza d’anima. Basta tenere la mano al polso della città per accorgersi che, su questa triste notizia, si è registrata la stessa pulsazione di idee e di emozioni. È il miracolo suscitato dal dolore innocente», comincia così l’omelia del cardinale Giuseppe Petrocchi, «ogni bambino è patrimonio sacro dell’intera umanità: appartiene a tutte le persone degne di questo nome. Per questo L’Aquila piange, non con lacrime cupe e disperate, ma con lacrime condensate da un dolore immenso attraversato, però, dalla fede nel vangelo della vita. La nostra gente, che ben conosce il dolore, è stretta intorno a mamma Alessia e a papà Patrizio. Sa compatire con loro, facendo vibrare le corde di un affetto convinto, partecipe e tenace. La città oggi è tutta qui: e proprio tu, piccolo Tommaso, sei anche il centro dei sentimenti forti e gentili dell’intera comunità abruzzese. Il piccolo Tommaso», prosegue Petrocchi, «è entrato nella città santa. Da lassù, i suoi occhi splendenti di gloria fissano i nostri occhi velati di lacrime. Prenditi cura delle tue amichette e dei tuoi compagnetti che hanno riportato ferite, chiedi la grazia che superino il trauma psicologico che hanno subìto. Ti assegniamo il compito di prodigarti perché cessino le guerre che insanguinano tante parti del mondo. E di vigilare sui piccoli che soffrono in qualunque angolo della terra: in particolare, sui bimbi ucraini». Così conclude il cardinale.. A commuovere l’intera basilica sono poi le parole della zia di Tommaso, Giusy Fonzi.
Alla celebrazione hanno partecipato, tra tanti, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Marco Marsilio, accompagnato dal capo segreteria Massimo Verrecchia e dall’assessore Guido Liris, la deputata Stefania Pezzopane, il vicedirettore dell’ufficio scolastico regionale Massimiliano Nardocci, il prefetto Cinzia Torraco, i colonnelli di Finanza, carabinieri ed esercito Gabriele Nastasi, Nicola Mirante e Marco Iovinelli, il funzionario della Mobile Nazareno Buccella e il dirigente della Digos Roberto Mariani e il presidente dell’Ance Abruzzo Gianguido D’Alberto.
il lancio dei palloncini. Gli occhi si riempiono di lacrime quando la bara bianca lascia la Basilica. E un lungo applauso la accompagna mentre i palloncini bianchi e celesti vengono liberati in cielo.
Sono quelli con i nomi degli amichetti e le amichette di Tommaso. Gli stanno accanto fino all’ultimo istante mentre il bimbo con gli occhi neri e il viso dolce diventa l’angioletto che li protegge da lassù.

