Addio Verrotti, gigante della pediatria

14 Dicembre 2017

Il professore ultranovantenne ha guidato e fatto grande il reparto di Pescara per decenni

PESCARA. Se n’è andato in punta di piedi e per suo volere è stato salutato con una cerimonia intima, tenuta ieri mattina nella chiesa di Sant’Antonio, il professor Mario Verrotti di Pianella, ultranovantenne grande medico pediatra originario di Penne, con studi in Toscana, all’università di Siena che poi lo vedrà docente, e poi primario del reparto di pediatria dell’ospedale di Pescara dove fu un innovatore di genio dalla fine degli anni Cinquanta alla soglia del Duemila, quando a 72 anni andò in pensione.
Con lui il reparto arrivava a ospitare fino a cento bambini, aveva più sezioni dedicate, dai prematuri ai lattanti e per ogni grado di crescita. Lavorava al suo fianco una squadra di 13 specialisti sui quali ha lasciato un segno indelebile di alto livello, tra gli altri Giuliano Lombardo, attuale primario del reparto, Gaetano Silvestre, Maria Rosaria Sisto unica donna all’epoca, Nicola Ferrara, Pasquale Chiavaroli, Fabrizio Fulgenzio, Valerio Flacco, primario a Lanciano da poco in pensione che come “allievo” e membro del direttivo della Società italiana di Pediatria ha voluto ricordarlo così alla città: «Il consiglio direttivo della sezione Abruzzese della Sip unitamente a tutta la Pediatria d’Abruzzo è in lutto per la scomparsa del professor Mario Verrotti. Gigante di scienza e di cultura noto a tutti, ma che solo i suoi allievi, i collaboratori e gli amici più stretti hanno avuto l’onore e il privilegio di conoscere da vicino e apprezzare fino in fondo. Grazie caro professore, grazie per quanto hai dato e fatto per la nostra Pediatria e grazie oltre che per gli insegnamenti scientifici ancor di più per averci trasmesso correttezza e rigore nella professione nel lavoro e nella vita». Di enorme cultura umanistica, curioso, appassionato di medicina e intellettualmente moderno e aperto, il professor Verrotti introdusse a Pescara nei primi anni Sessanta l’elettroencefalografia pediatrica, una rivoluzione per l’epoca, una innovazione che salvò vite. «Un onore aver lavorato con lui come suo assistente», ricorda Lombardo, «è stato un maestro della pediatria non solo a livello locale, ma italiano. Portò da Siena, dove si era specializzato, la sua esperienza e il suo sistema di lavoro sui bambini che era straordinario, faceva diagnosi guardando. Unico». La passione per la medicina e per la pediatria innanzi tutto l’ha ereditata il figlio Alberto, oggi direttore della cinica pediatrica aquilana. Con lui lascia un altro figlio, che lavora in banca, e la moglie Donatella. (lad’i)