Adesca un pensionato alle Poste e gli ruba in casa dopo il pranzo

21 Gennaio 2020

La polizia sulle tracce di una ragazza che si è presentata come la figlia di una conoscente della vittima L’anziano l’ha portata nella sua abitazione e l’ha fatta mangiare. La donna ha rubato ori dai cassetti

PESCARA. Si è fidato immediatamente, ha creduto a tutto ciò che diceva quella ragazza bionda. E così l'ha invitata a casa e anche a pranzo, come se fosse un'amica di sempre, una persona vicina. Ma era una truffatrice, evidentemente abilissima, che ha circuìto per bene l'anziano e poi anche sua moglie ed è riuscita a derubarli. E' sparita nel nulla, con alcuni oggetti preziosi che è riuscita ad arraffare in casa della coppia, in via Salara Vecchia.
E i due non hanno potuto far altro che rivolgersi al 113, chiedere l'intervento della polizia e raccontare tutto al personale della squadra volante, diretta da Paolo Robustelli, che ha raccolto la denuncia. E' venerdì quando un uomo di 83 anni raggiunge l'ufficio postale per alcuni pagamenti. Lì viene avvicinato da una ragazza. Sembra avere circa 25 anni, è alta circa un metro e settanta, ha la carnagione chiara e i capelli biondi. Si presenta, dice di essere la figlia di una conoscente dell'anziano e nulla fa pensare a una bugia, anzi.
Sembra sincera e l'83enne non si insospettisce. Neppure lo sfiora l'idea di avere di fronte un'imbrogliona per cui la invita a pranzo e la porta a casa sua, dove c'è la moglie.
Strada facendo, l'uomo si ferma anche in banca a prelevare dei soldi. Una volta varcata la porta dell'abitazione di famiglia, l'uomo procede alle presentazioni e racconta alla moglie di aver incontrato la giovane poco prima, le spiega che è la figlia di una conoscente e che le ha chiesto di fermarsi a pranzo. Ma sua moglie non abbocca più di tanto. E' scettica, non si fida, ha la sensazione che qualcosa non torni. E così cerca di tenere gli occhi aperti, di non perdere mai di vista quella ragazza con il maglione giallo che ora si aggira nelle stanze di casa e, in fin dei conti, rappresenta un potenziale pericolo. In effetti è così perché solo in un secondo momento, quando la giovane è andata via, la coppia si rende conto che in casa manca qualcosa.
La ragazza ha aperto dei cassetti della cucina e ha prelevato alcuni preziosi: sono spariti, infatti, una fede, un anello con zaffiri e un paio di orecchini. Può essere stata solo lei, si dicono gli anziani. E così si rivolgono alla polizia, ma lo fanno dopo circa 24 ore dai fatti, e raccontano tutto dettagliatamente agli uomini della Volante, nella speranza che la polizia possa acciuffare quella ladra che è riuscita a prendersi gioco di loro.
Alla luce di questo episodio il dirigente della Volante, Robustelli, lancia alcune raccomandazioni alle persone di una certa età, facili prede di persone senza scrupoli che spesso e volentieri riescono a infilarsi nelle abitazioni di anziani magari dopo averli agganciati in strada, al supermercato o, come in questo caso, all'ufficio postale.
«Non bisogna far entrare sconosciuti in casa», dice. Se qualcuno si presenta come il figlio o il nipote di un amico, solo per fare un esempio, bisogna fare subito "una verifica" e chiedere direttamente all'amico. Se è impossibile farlo, «bisogna rivolgersi alle forze dell'ordine, componendo il numero 113 o 112, per chiedere a polizia o carabinieri di procedere all'identificazione della persona di cui si dubita. D'altronde ci sono tanti malintenzionati in giro, anche professionisti. E una segnalazione tempestiva dopo la truffa può servire a individuare il responsabile quando è ancora in zona». Ora è la squadra mobile a occuparsi delle indagini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA