Adescava e pagava ragazzini Arrestato dirigente sportivo

L’uomo, 44 anni, ha frequentato Scafa, Manoppello e Chieti: le vittime hanno dai 14 ai 18 anni Regalava ai giovani atleti maglie, scarpe e denaro in cambio di pratiche masochiste nei suoi confronti
POPOLI. Aveva un certo ascendente sui ragazzini. Rivestendo un ruolo da dirigente in un’associazione sportiva, sapeva di poterli influenzare. E così, un po’’ per volta, è riuscito a carpire la loro fiducia e, dopo averli adescati, li ha indotti a porre in essere degli atti sessuali masochisti nei suoi confronti. Qualcuno se n’è accorto, lo ha segnalato ai carabinieri e ha fatto scattare le indagini andate avanti da gennaio 2019: intercettazioni telefoniche e ambientali e anche videoriprese hanno permesso di mettere insieme una serie di elementi a carico dell'uomo che ieri è stato arrestato per adescamento di minore, prostituzione minorile e atti sessuali con minore.
Ha 44 anni, gravita tra le provincie di Chieti e Pescara e i contesti sportivi in cui svolge la sua attività lo hanno portato a frequentare anche Scafa e Manoppello, oltre a Chieti. Ad indagare sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Giovanni Savini che, nelle prime ore del mattino di ieri, hanno eseguito il provvedimento di arresto disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila (le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, competente per questo tipo di reati).
L’uomo, finito agli arresti domiciliari, avrebbe raggirato abilmente i ragazzini con cui aveva a che fare in virtù del suo ruolo, tutti giovanissimi tra 14 e 18 anni, almeno questo sostiene l’accusa. Riusciva a conquistare la loro benevolenza e fiducia riempiendoli di complimenti sulla prestanza fisica e sull’attività sportiva che svolgevano e poi prometteva regali che arrivavano puntualmente. Prometteva, in particolare, maglie, scarpe, anche griffate, denaro (fino a cento euro, magari da scontare sulle rette che dovevano pagare le famiglie), ricariche telefoniche, viaggi all’estero, che di fatto diventavano una sorta di retribuzione per assicurarsi il proprio piacere personale, almeno stando alla ricostruzione degli investigatori.
L'uomo, stando a quanto emerso durante le indagini, usava queste tecniche per indurre i ragazzini a porre in essere delle pratiche sessuali nei suoi confronti: essendo masochista, chiedeva loro di mettere in atto una serie di atti violenti e quindi si faceva ingiuriare, prendere a calci e pugni e perfino sputare. Li incitava lui stesso a comportarsi così, come se rientrasse nell’allenamento sportivo, dicendo che queste “scene”, una volta riprese, potevano essere vendute, come se i video di questi incontri fossero destinati a terzi in cambio di soldi. Sembrava quasi che ci fosse un prezziario, stabilito da altri, per i filmati dei suoi rapporti con i ragazzini. Ma di queste riprese non ci sarebbe traccia. Lui stesso si rendeva responsabile di pratiche feticiste nei confronti dei ragazzi. Quando i carabinieri sono stati informati che qualcosa non andava hanno cominciato a tenere d'occhio il 44enne, monitorando gli incontri con i minorenni, registrando ciò che veniva detto e filmando tutto. Gli appuntamenti finiti sotto esame sarebbero una decina.
Ieri il cerchio si è chiuso con il suo arresto. Ora sarà lui a dover chiarire la propria posizione.
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