«Adesso vogliamo giustizia, poi sarà l’ora del perdono»
PESCARA. «Chiedo giustizia per Yelfry. Gli auguro di non arrendersi mai, perché lungo le vie del Signore ci sono tanti modi per camminare e correre. È giusto che lui non odi perché l’odio fa male...
PESCARA. «Chiedo giustizia per Yelfry. Gli auguro di non arrendersi mai, perché lungo le vie del Signore ci sono tanti modi per camminare e correre. È giusto che lui non odi perché l’odio fa male solo a chi lo prova, non a chi lo riceve. Occorre perdonare gli altri e se stessi per avere pace». Riscaldano i cuori le parole di don Claudio Pellegrini, parroco della Santissima Trinità (di cui fa parte la chiesa di San Domenico a Chieti), che ieri mattina ha celebrato la messa di ringraziamento voluta dalla famiglia Rosado Guzman, per Yelfry. «È stata una cerimonia molto toccante», racconta don Claudio, «in chiesa c’erano tantissime persone accorse a salutare il nostro giovane parrocchiano a cui vogliamo bene. Tutti insieme abbiamo pregato perché torni a camminare. Con gli scout Chieti 1, che quest’anno festeggiano il centenario, abbiamo intonato l'inno “Canta e cammina, danza alla vita” in onore di Yelfry. Abbiamo pregato, cantato, applaudito, celebrato con gioia il fatto che si sia salvato da una vicenda drammatica che poteva avere risvolti ancora peggiori». Secondo don Pellegrini, «quanto accaduto a Yelfry ha del miracoloso, ci tocca tutti la sua storia».
A pochi giorni dal dramma, quando ancora Yelfry lottava tra la vita e la morte nell’ospedale di Pescara dove è stato salvato dal personale medico che in sala operatoria gli ha estratto le pallottole dal corpo, mamma Melani Rosado Guzman era in preda alla disperazione. «Venne in chiesa il giorno di Pasqua», rivela il sacerdote, «e insieme pregammo perché Yelfry si salvasse». A 8 mesi dalla vicenda, «il perdono ha bisogno di giustizia», conclude don Claudio. (c.co.)

