Adiconsum scrive al Comune «Alloggi di via Lazio invivibili»

PESCARA. L’Adiconsum interviene per segnalare al Comune situazioni di degrado nelle case popolari di via Lazio, a Montesilvano. Lo fa con una lettera firmata dal segretario Alberto Corraro e...
PESCARA. L’Adiconsum interviene per segnalare al Comune situazioni di degrado nelle case popolari di via Lazio, a Montesilvano. Lo fa con una lettera firmata dal segretario Alberto Corraro e indirizzata al sindaco e all’assessore alle politiche della casa del Comune di Pescara proprietario delle abitazioni.
«Invio la presente», scrive, «in nome e nell’interesse delle famiglie nostre assistite assegnatarie di alloggi comunali in via Lazio 61, nel Comune di Montesilvano. Nell’edificio di via Lazio alcune famiglie hanno abusivamente occupato alloggi di pubblica proprietà. Le stesse famiglie, e questo è insopportabile, spadroneggiano, intimidiscono, aggrediscono le altre famiglie».
Corraro entra nel dettaglio. «Abbandonano i rifiuti dove capita, esponendo l’area ad incuria, con rischio per la salute altrui», afferma, «sparano musica a tutto a volume e a tutte le ore del giorno e della notte; lanciano acqua e rifiuti dai balconi; occupano le aree condominiali con oggetti ingombranti e pericolosi; danneggiano tutto ciò che toccano».
«I continui, cortesi richiami al rispetto delle regole di convivenza da parte delle altre famiglie», fa notare, «non hanno prodotto alcun risultato e se qualcuno tende a fare la voce grossa, scattano “provvedimenti sanzionatori”, vengono intimidite, minacciate».
Il segretario Adiconsum a questo punto pone alcune domande. «Come mai le unità abusivamente occupate dispongono delle utenze? Com’è possibile, se la proprietà appartiene al Comune? A chi sono intestate le utenze che permettono agli abusivi di abitare al pari degli altri?»
«Il Comune di Pescara», conclude la lettera, «effettui i necessari accertamenti e poi provveda prima possibile a cessare le utenze attive, non si sa come, presso unità abitative abusive, o provveda a sfrattare le famiglie maleducate, che rendono invivibile la pacifica convivenza; recuperi alla piena efficienza gli appartamenti liberati e, infine, assegni gli stessi alle famiglie sfollate di via Lago di Borgiano».
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