Adolescenti a rischio: a Pescara il confronto su social e dipendenze

21 Febbraio 2026

Una sala Tinozzi gremita di studenti delle medie e superiori abruzzesi: «Vogliamo un coinvolgimento più attivo e concreto», dice un’alunna

PESCARA. Una sala Tinozzi gremita di ragazzi e studenti provenienti dalle scuole abruzzesi per partecipare all’incontro “Minori a rischio. Adolescenti allo sbaraglio, il predominio di branco giovanile tra alcol e droghe. Responsabilità genitoriale?”.

L’evento svoltosi nel palazzo della provincia e promosso dall’associazione Medea – ente non governativo attivo alla Camera dei Deputati – ha voluto riunire istituzioni, relatori e giovani in un confronto diretto su disagio, dipendenze e ruolo della famiglia. Ragazzi accompagnati dai professori si sono assiepati sulle sedie, lungo i muri, persino vicino ai relatori. L’incontro si è aperto con il messaggio inviato da Maria Vittoria Brambilla:

«Mi spiace non essere con voi di persona. Cari ragazzi, chiedere aiuto è sempre un gesto di intelligenza e di coraggio. Nessuno deve sentirsi, escluso o emarginato per quello che è. Continuate a credere nei valori della solidarietà, dell'ascolto e della legalità».

Poi prende la parola il presidente di Medea, Francesco Longobardi: «Viviamo un’emergenza sociale e non è un caso che siamo qui a Pescara. Vi parlo come padre preoccupato. In Italia abbiamo registrato il più giovane femminicidio d’Europa: una ragazza di soli 13 anni, uccisa per gelosia».

Prima dell’avvio degli interventi tecnici, spazio alla consegna del premio “Donna è Vita”. Premiata l’assessore regionale Nicoletta Verì, per l’impegno nella sua attività istituzionale: «Questo diploma lo condivido con tutti voi, che vi impegnate davanti a una tematica così complessa». Riconoscimento anche alla dottoressa Paola Sardella e alla professoressa Daniela Puglisi, referente per il bullismo a livello provinciale: «Voi ragazzi siete il nostro presente e il nostro futuro. Contaminate i vostri compagni con i giusti valori. Io credo in voi. Sapete come parte un messaggio positivo? Accorgendoci dell’altro. La migliore arma contro il bullismo è il riconoscimento dell’altro e delle sue difficoltà. Fondamentale è anche il confronto con gli adulti».

Presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Pescara Ottavio De Martinis e il presidente Corecom Abruzzo Giuseppe La Rana, principale sostenitore dell’incontro.

Dalla platea arriva anche la voce di professori e studenti. La docente della scuola media Tinozzi, Mariagrazia Papilli: «Avrei preferito che i relatori avessero coinvolto maggiormente i ragazzi, magari con una modalità laboratoriale per dare loro strumenti concreti. Gli adolescenti cercano relazioni autentiche anche se non lo verbalizzano, dobbiamo aiutarli a riconoscere le emozioni. Trovare uno spazio dove si sentano ascoltati». Una ragazza di seconda superiore ci racconta: «In questa iniziativa ho riposto la speranza di un coinvolgimento più attivo su questa tematica. Noi ragazzi ascoltiamo sempre, ma abbiamo bisogno di azioni concrete, di fatti e non solo parole».

Una richiesta a cui Longobardi prova a rispondere indicando alcune iniziative già attivate:

«Dobbiamo arrivare alla testa dei ragazzi per far capire che qualsiasi tipo di dipendenza fa male su ogni livello. I ragazzi fragili non devono ricorrere a droga, alcol o uso compulsivo dei social per riacquistare autostima. Non servono». E ancora: «Abbiamo messo in campo uno sportello online. Le statistiche ci dicono che molti giovani usano l’intelligenza artificiale per parlare dei loro problemi. Almeno in forma anonima mettiamo a disposizione uno sportello al quale possono rivolgersi per uscire dal disagio e dall’isolamento, una condizione che spesso nasce dentro le famiglie». Poi il richiamo all’autocritica: «Bisogna intercettare gli studenti. Le nostre assenze come adulti hanno generato simili situazioni e questo lo tacciamo, nascondendolo sotto il tappeto. La scuola non può sostituirsi ai genitori, che delegano sempre di più. Il primo nucleo educativo resta la famiglia».