Elezioni a Pescara, Masci: «Il 2026 sarà l'anno della cultura per la nostra città»

21 Febbraio 2026

Il sindaco: «Ci dicono che stiamo facendo troppo, io dico che questa città merita tanto»

PESCARA. «Abbiamo fatto investimenti che stanno cambiando il volto della città. Il 2026 sarà l'anno della cultura per Pescara. Siamo, in base a dati del Sole 24 ore, la prima città d'Italia per numero di presenze nelle manifestazioni culturali, rapportato agli abitanti, e la settima per produzione di eventi culturali. Penso che quelli che dicono che qui non ci sono eventi culturali è perché non ci vanno». Lo ha detto il primo cittadino del capoluogo adriatico, Carlo Masci, inaugurando questa mattina in Largo Madonna la sua sede elettorale in qualità di candidato sindaco della coalizione di centrodestra, in vista del voto parziale, in 23 sezioni, fissato per l'8 e il 9 marzo prossimi. Ha quindi ricordato iniziative e investimenti nel dettaglio.

«Per il Conservatorio ci sono 15 milioni di di investimenti, è stato approvato il progetto esecutivo, aspettiamo l'approvazione del bilancio per fare la gara. In quella zona ci sarà anche un auditorium di 500 posti. Per il Teatro 'd'Annunzio', chiuso da due anni, abbiamo approvato il progetto esecutivo e andremo avanti». Masci ha poi ricordato che a Pescara esiste il Centro Adriatico di Produzione Musica «voluto dal Comune tre anni fa, che produce concerti, con 250 giovani musicisti pescaresi che li portano in tutta Italia». Poi il capitolo infrastrutture. «Molti dicono che stiamo facendo troppo. E' vero, io penso che la città meriti troppo, che meriti tanto. Stiamo rifacendo la rete idrica, che si fa ogni cento anni, non ogni dieci. Insieme all'Aca stiamo rifacendo 7 km di rete idrica che ci permetterà di avere acqua nei prossimi cento anni. Curiamo l'acqua per evitare che si disperda in tubazioni obsolete. Sapevamo di doverlo fare in questo momento storico, non potevamo tirarci indietro - ha proseguito - così come non ci siamo tirati indietro con gli investimenti del Pnrr. Perché quel Pnrr passa una volta sola, ogni cento anni, e noi l'abbiamo colto. Ci dicono che facciamo troppo. Sì, certo - ha concluso Masci -, ci sarà qualche disagio, però quando finiranno i disagi questa città sarà un'altra cosa».