Aereo caduto, c’è un indagato Perizia sul velivolo distrutto

14 Settembre 2024

Accusato di disastro colposo il pilota 70enne che ha tentato un atterraggio di fortuna in un cortile Caccia alle cause dell’incidente: la Procura nomina un esperto per ispezionare l’ultraleggero

PESCARA. C’è un indagato per il disastro sfiorato dall’ultraleggero che domenica scorsa ha tentato un atterraggio d’emergenza finendo nel giardino di una villa ad Elice, rischiando di travolgere due bambine che si erano fortunatamente appena allontanate dai giochi. Si tratta di Manfredo Sagazio, il pilota di 70 anni di Città Sant’Angelo che aveva con sé a bordo Paolo Capio, 48 anni di Pescara: entrambi ricoverati subito in ospedale, ma che non sono mai stati in pericolo di vita. Per la procura si tratta di un atto dovuto in quanto il magistrato, il sostituto Fabiana Rapino, ha affidato a un esperto l’esame dell’aereo ancora oggi posto sotto sequestro nell’area del giardino dell’abitazione di Luciano Pavone. Un atto irripetibile che ha quindi bisogno, vista la dinamica dell’incidente, di consentire al pilota (al momento l’unico presunto responsabile dell’accaduto) una adeguata difesa con la possibilità di nominare eventualmente un suo esperto di fiducia che collabori con il perito della procura nella individuazione di possibili guasti tecnici che avrebbero potuto provocare l’incidente.
Un passaggio obbligato per la procura che deve arrivare ad accertare se, quanto riferito in ospedale dal pilota, sia la vera causa dello schianto: e cioè un vuoto d’aria subito dopo il decollo che avrebbe fatto perdere il controllo del velivolo e prendere la decisione di tentare un atterraggio di fortuna. Oppure, e a questo serve la perizia disposta dalla procura, accertare se ci fosse stato un guasto tecnico, nel qual caso andrà verificato in capo a chi l’eventuale responsabilità. Se cioè dovuto a una mancata manutenzione dell’ultraleggero o ad altra causa esterna non imputabile al pilota, che peraltro potrebbe emergere anche dai controlli che i carabinieri di Montesilvano stanno eseguendo in questi giorni anche sui documenti di volo. E quindi soltanto dopo questo passaggio tecnico si potrà capire se l’inchiesta resterà con l’attuale indagato o allargarsi ad altri che avrebbero dovuto svolgere controlli sistematici sul piccolo aereo (un Aeroprakt A22) che si è alzata dal vicino Avioclub di Elice. In questo caso la posizione del pilota potrebbe cambiare.
Al momento, il reato ipotizzato dal pm Rapino è quello di disastro aviatorio colposo e non poteva che essere contestato al pilota che con quell’atterraggio ha sfiorato davvero la tragedia (avrebbe colpito prima degli alberi per poi terminare la sua corsa a ridosso dei giochi situati nel giardino della villa) visto che, in quello stesso punto, fino a pochi minuti prima si trovavano le due bambine, nipotine di Pavone. Quest’ultimo, che ha assistito all’incidente rimanendo sotto choc proprio per le conseguenze che avrebbe potuto provocare alla famiglia e alla sua abitazione, si è anche affidato ad un legale per far seguire le fasi dell’inchiesta. Ma anche soprattutto per far rimuovere l’aereo dal suo giardino. Ma questo è un fatto tecnico che soltanto ora, dopo l’affidamento della perizia, potrà trovare soluzione quando gli esperti della procura avranno finito il loro lavoro.