Aereo schiantato nel giardino, i documenti sono sotto esame

11 Settembre 2024

Al vaglio gli atti dell’ultraleggero di proprietà del pilota: il 70enne resta in ospedale, dimesso il passeggero I due confidano agli amici: «Vogliamo tornare presto a volare». Il proprietario della casa nomina un legale

ELICE. Sono sotto esame i documenti dell’ultraleggero che domenica scorsa si è schiantato nel giardino di un’abitazione lungo via Tevere, a Elice. Il velivolo giallo e grigio, come un relitto, rimane ancora sotto sequestro davanti casa di Luciano Pavone, il nonno delle due piccoline che pochi istanti prima dell’incidente giocavano con la loro mamma nel giardino di casa. Una tragedia quindi sfiorata per pochissimo: l’incidente fortunatamente ha avuto tutt’altro esito, ma quelle immagini continuano a tormentare i pensieri del nonno. «Sono sotto choc», racconta Pavone che ieri ha deciso di passare alle vie legali, sia come atto dovuto, sia per cercare di accelerare la rimozione del mezzo dal suo giardino. «Non posso più lavorare», dice Pavone che proprio di lato a casa ha una nota carrozzeria.
LE CONDIZIONI DEI PILOTI I due uomini a bordo dell’ultraleggero, modello Fk9, stanno bene. Ieri è stato dimesso dall’ospedale Santissima Annunziata di Chieti Paolo Capio, 48 anni di Pescara, che sedeva al posto del passeggero e domenica scorsa era stato ricoverato per un trauma toracico chiuso. Rimane ancora in ospedale a Pescara per fare delle terapie, invece, il pilota: Manfredo Sagazio, 70 anni di Città Sant’Angelo, che ha riportato solo qualche ferita agli arti inferiori. Per estrarlo dall’aereo, infatti, ci sono volute la barella spinale e l’ausilio del personale sanitario poiché rimasto incastrato tra le lamiere. Nonostante tutto, i due non si sono persi d’animo. «Stanno abbastanza bene e dicono che vogliono tornare presto a volare», dice al Centro Michele Moca, uno degli storici soci dell’Avioclub.
LE INDAGINI IN CORSO Sull’incidente la Procura della Repubblica di Pescara ha aperto un fascicolo per disastro aviatorio colposo. Sono ancora in corso di accertamento le cause dello schianto: si ipotizza un guasto al motore o un vuoto d’aria. Non è escluso anche un errore umano da parte dei due uomini a bordo. Al momento i due, pilota e passeggero, sono ancora molto confusi dall’incidente per provare a raccontare i fatti. I carabinieri di Città Sant’Angelo, appena avranno il via libera da parte della Procura, provvederanno a fare accertamenti anche nei capannoni dell’Avioclub e quindi a controllare registri di volo e documenti che potrebbero far luce su eventuali malfunzionamenti del mezzo. Tra i documenti che verranno controllati c’è anche la «domanda di concessione per l’utilizzazione del bene del demanio idrico di competenza della regione Abruzzo». Questo è l’atto che affida il terreno in concessione per altri 5 anni all’Associazione Avioclub, al costo di 983,96 euro l’anno. La concessione all’Avioclub era stata rinnovata dalla Regione proprio quattro mesi fa, il 10 maggio scorso. Il documento, a firma del dirigente tecnico della Regione Abruzzo Vittorio Di Biase, concede l’area di 6.800 metri quadri circa «ad uso campo di volo per velivoli ultraleggeri» e «con l’obbligo di osservare le prescrizioni ed i limiti che verranno indicati dall’amministrazione regionale nell’atto di concessione definitivo».
L’ULTRALEGGERO L’aereo con cui Capio e Sagazio avevano deciso di fare un giro turistico, è di proprietà di Sagazio. È per questo che domenica, dopo che la zona è stata transennata, le forze dell’ordine hanno richiesto i documenti di aereo e pilota: la famiglia del pilota, infatti, ha dovuto consegnare gli atti di immatricolazione e l’assicurazione del velivolo, la patente e l’abilitazione al volo sportivo del pilota.
LO CHOC DEL NONNO E mentre l’indagine va avanti, è difficile per Pavone darsi pace: davanti a i suoi occhi ha assistito ad un incidente che poteva trasformarsi in tragedia. «Non sto bene», confessa Pavone che è dovuto ricorrere anche a dei controlli medici per il forte stress degli ultimi giorni. «L’aereo deve essere rimosso al più presto», conclude il nonno che ieri ha nominato un avvocato per l’assistenza legale.
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