Affitti, spesa e bollette: da lunedì i contributi per altre 290 famiglie

3 Ottobre 2020

Il Comune stanzia 60mila euro in più per coprire tutte le domande del progetto “Una mano tesa” In totale i beneficiari salgono a 450, riceveranno una telefonata dagli operatori dei servizi sociali

PESCARA. Con un ulteriore stanziamento di 60mila euro il Comune va a coprire le ultime 290 domande di famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid che nell’agosto scorso avevano partecipato al bando “Una mano tesa”. Come ha reso noto ieri l’assessore all’ascolto del disagio sociale Nicoletta Di Nisio, da lunedì gli aventi diritto, già inseriti in graduatoria ma le cui istanze finora erano rimaste inevase, saranno contattati dagli operatori dei servizi sociali per procedere con l’erogazione delle somme.
I fondi serviranno per far fronte alle conseguenze economiche e sociali della pandemia da coronavirus e agli strascichi dei lunghi mesi di lockdown. Il contributo, fino a un massimo di 700 euro per famiglia con un reddito Isee non superiore a 8.000 euro, servirà a coprire le spese maturate nel periodo tra gennaio e settembre di quest’anno: pagamento di bollette di acqua, luce e gas, affitti, assicurazioni auto, viaggi per visite mediche, acquisto di farmaci o beni di prima necessità, rette e attività extrascolastiche e ludiche per i figli minorenni.
Complessivamente, le famiglie che beneficeranno degli aiuti stanziati dal Comune nell’ambito del progetto “Una mano tesa”diventano 450, pari al numero delle domande finora pervenute agli uffici.
I dettagli sono stati snocciolati ieri mattina durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre all’assessore Di Nisio, anche il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale Massimiliano Pignoli e la presidente della commissione politiche sociali Maria Rita Carota. I 60mila euro di fondi aggiuntivi, com’è stato evidenziato, sono stati attinti dai capitoli di spesa dell’assessorato alle Politiche sociali perché la tranche iniziale del bando, scaduto il 31 agosto scorso, di importo pari a 50mila euro, è bastata appena a coprire le prime 160 domande.
«In questo periodo», ha spiegato Di Nisio, «sono aumentate le nuove povertà legate al Covid: ingegneri e architetti e altri professionisti che improvvisamente si sono ritrovati senza commesse e senza redditi, commercianti che hanno dovuto chiudere le loro attività perché rimasti senza introiti, famiglie che non riescono più a pagare gli affitti e quindi hanno dovuto lasciare le loro case e genitori che oggi, con l’apertura delle scuole, sono in difficoltà perché non riescono ad acquistare i libri per i figli o il materiale di cancelleria». «Ci sono famiglie che prima del Covid non sapevano nemmeno cosa fossero le politiche sociali del Comune», aggiunge Carota, «perché riuscivano ad arrivare a fine mese con tranquillità. E invece adesso si trovano in difficoltà e si vergognano anche di chiedere aiuto. La crisi ha raggiunto un’ampiezza sociale molto importante». «È per tutti questi motivi», ha rimarcato Pignoli, «che la platea dei beneficiari si è ingrossata e c’è stato bisogno di reperire ulteriori aiuti. Non lasceremo indietro nessuno, anzi bisognerebbe mettere in cantiere nuove iniziative per diminuire tensioni e disagio sociale».
Il contributo del Comune sarà erogato a partire dalla prossima settimana, senza bisogno di presentare ulteriori domande o di mettersi in fila davanti ai punti di ascolto della Caritas. Da lunedì, il personale dei servizi sociali contatterà le famiglie per ufficializzare loro l’approvazione del contributo. Sarà la Caritas a ricevere le risorse dal Comune e a smistare i rimborsi alle associazioni On the road e Arci, le quali procederanno a loro volta a versare le somme ai 450 beneficiari complessivi.
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