Agbe, nuovo presidente e un’altra casa-famiglia

Massimo Parenti lascia la guida a Di Paolo, ma rimane nell’associazione Per realizzare la seconda struttura anche una lotteria finanziata dal Pescara
PESCARA. Massimo Parenti lascia la presidenza dell'Agbe ad Achille Emilio Di Paolo, ma rimane, con altri ruoli, all'interno dell'associazione che insieme hanno fondato sedici anni fa. Il passaggio del testimone è stato ufficializzato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Comune di Pescara. Due i primi impegni importanti, avviati con Parenti, che attendono Di Paolo, già presidente di una federazione ciclistica e dirigente dello Spoltore calcio.
Il primo obiettivo, l'apertura, entro un paio di anni di una nuova casa famiglia, nelle vicinanze dell'attuale in via Passo della Portella, zona ospedale, con quattro stanze destinate agli alloggi per i genitori dei bimbi malati che con ogni probabilità sarà finanziata dalla Fondazione 30 Ore e la raccolta fondi proveniente dalla lotteria (primo premio: una Fiat Panda messa a disposizione da Giansante auto, estrazione il 17 gennaio) finanziata per 9000 euro dalla Pescara calcio, che ha pagato la vettura.
La storia dell'Agbe, Associazione genitori bambini emopatici, comincia nel 1999, quando Parenti e Di Paolo, 63 e 62 anni, colleghi dell'Unicredit in pensione, vengono uniti da uno stesso, tragico, destino: i loro figli, Matteo e Dario, oggi 23 e 26 anni, da piccoli si ammalano di leucemia. Oggi sono guariti e conducono una vita normale, anche grazie alle battaglie condotte dai loro genitori. «La prima volta che ho messo piede nel reparto di ematologia, all'epoca diretto dal primario Giuseppe Fioritoni», ricorda Parenti, «non sopportavo l'idea che mio figlio di nove anni, ma anche gli altri bambini, dovessero stare insieme agli adulti. Così, facevo il cane sciolto e bloccavo gli ingressi agli adulti. Volevo il rispetto per i bimbi ricoverati. Finché un giorno, il professor Glauco Torlontano mi disse: se ci tieni tanto, fonda un'associazione che si occupi di queste problematiche. Grazie alla sua spinta, il 31 gennaio 2000 nacque l'Agbe, che oggi conta 90 volontari, tra cui Stefania De Angelis e Giovanbattista Colangelo, e 300 soci tra Abruzzo e Molise, regione dove non esiste un reparto oncoematologico e, infatti, il 70 per cento dei piccoli pazienti molisani viene ricoverato all'ospedale di Pescara».
La prima battaglia, prosegue Parenti che lascia la presidenza «per poter dedicare più tempo alla raccolta fondi e meno alla burocrazia», è stata la «creazione di un piccolo day hospital di due stanze e altrettanti infermieri, al quinto piano dello Spirito Santo, con la collaborazione dell'allora direttore sanitario Vincenzo Stuppia». La svolta dopo il successo del convegno nazionale della Fiagop (associazione oncoematologia pediatrica) e dell'Aieop (medici pediatrici), quando arriva da un’associazione di Carsoli la prima importanza donazione, 8 milioni di vecchie lire.
Nel 2003 entra in campo la show girl Lorella Cuccarini («Le ho mandato un fax a giugno e dopo l'estate mi ha risposto», ricorda Parenti) che, con la sua fondazione 30 Ore per la Vita presieduta da Rita Salci, ha finanziato diversi progetti dell'Agbe. A cominciare dalla rimessa a nuovo, al costo di 140mila euro, della struttura oncoematologica pediatrica che oggi conta 12 posti letto.
Quindi, la casa alloggio per le famiglie di via Passo della Portella, inaugurata nel 2006. Contemporaneamente, l'Agbe ottiene 50mila euro dal ministero delle Politiche sociali per avviare il servizio, gratuito per le famiglie, di trasporto casa-ospedale-casa con un mezzo che oggi viene interamente pagato dall'Agbe, che chiede l'aiuto della Regione Abruzzo «almeno per il pagamento dei pedaggi e dell'assicurazione».
L'associazione ha altre due sedi che si stanno sviluppando nel territorio di Cepagatti, dove sorgeranno dei locali ricreativi per bimbi e famiglie e nel comune di Farindola, dove l'amministrazione ha messo a disposizione gratuitamente per dieci anni, un ostello per la deospedalizzazione dei piccoli pazienti.
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