Aggredite almeno una volta il 33,5 % delle abruzzesi

3 Marzo 2017

Varato il progetto Sibilla, coinvolge i Comuni di Pescara, Chieti, L’Aquila, Vasto e i centri antiviolenza. Obiettivo: accompagnare le donne nella rinascita

PESCARA. Le donne che hanno subito almeno una volta nella vita un atto di violenza – che sia fisica, sessuale o stalking – sono 6 milioni 788 mila, il 31,5% della popolazione femminile italiana. Il dato da brividi arriva dall’indagine Istat del 2015. La stessa che rileva che in Abruzzo la percentuale è superiore di 2 punti rispetto alla media nazionale, ovvero è del 33,5%. Questo però non vuol dire che nella nostra regione la violenze sia esercitata in misura maggiore che nel resto dello Stivale, quanto piuttosto che il collaudato sistema di rilevazione del fenomeno, affidato dal 2002 con un progetto pilota ai Centri antiviolenza, fotografa una situazione più reale rispetto alle zone dove questo rilevamento non è altrettanto capillare. «In Abruzzo sono circa 1 su 3 le donne vittima di violenza fisica e sessuale», spiega l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Pescara, Antonella Allegrino. «Il lavoro di rilevazione avviato dal Comune sin dal 2002 – anno di adesione alla Rete antiviolenza Urban Italia – ci ha consentito di verificare che, negli anni, c’è stato un aumento progressivo di richieste ai centri antiviolenza anche se spesso, per motivi di sicurezza e di riservatezza, le donne preferiscono rivolgersi ad una struttura di accoglienza non prossima al luogo di residenza».

Potenziare le attività dei centri antiviolenza presenti in tre province abruzzesi «partendo dai bisogni emersi nell’accoglienza e nel supporto delle donne nei percorsi di uscita dalla violenza» è l'obiettivo del progetto Sibilla presentato ieri, che vede come capofila l'Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pescara e come partner i Comuni di Chieti, Vasto, L'Aquila, le associazioni Ananke onlus (centro antiviolenza Pescara), Donatella Tellini (centro antiviolenza L'Aquila), Donna Attiva (centro antiviolenza Vasto) e la cooperativa sociale Alpha (centro antiviolenza Chieti). Un tavolo di lavoro che ha riunito la parte politica e quella operativa, si è riunito negli uffici dell'assessorato per l'avvio delle attività previste dal progetto.

Solo nel 2016 sono state 150 le donne prese in carico da Ananke e 597 i contatti avviati. Le donne che hanno chiesto aiuto ai centri che rientrano nel progetto hanno un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, sono in maggioranza italiane, con un livello di istruzione medio, figli a carico e vivono in case in affitto o di proprietà del partner o dei genitori. Le tipologie di maltrattamento riscontrate con più frequenza sono violenza psicologica, fisica ed economica, mentre quelle sessuali sono per lo più dovute a rapporti non consenzienti. Nel corso degli anni poi si è verificato un progressivo aumento dei casi di stalking. Tra le donne che hanno trovato la forza di uscire da questa spirale di violenza, spiegano le operatrici dei centri, sono molte coloro che hanno notevoli difficoltà nell’avviare un nuovo percorso di vita poiché il sentirsi continuamente squalificate, il senso di impotenza unito a una condizione di isolamento sociale, determinano un circuito vizioso in cui appare impossibile conquistare un'autonomia, pur sussistendo la necessità materiale e psicologica di raggiungerla.

«Appare fondamentale, dunque», osserva l’assessore Allegrino, «accompagnare le donne in questo nuovo percorso tenendo sempre conto del loro vissuto, aiutarle a ritrovare la stima e la fiducia in se stesse e promuovere un orientamento lavorativo Il progetto Sibilla ci consentirà di potenziare le soluzioni di aiuto, in un'ottica di collaborazione interistituzionale e assicurando sostegno e interventi fondati su un’alta qualità metodologica, competenza professionale, organizzativa e gestionale».

L'importo per realizzare il progetto è di 206mila euro: 180 sono stati concessi dal Dipartimento delle Pari Opportunità, la restante parte è cofinanziata da Comuni e Centri antiviolenza (9mila euro dal Comune di Pescara). Al tavolo di lavoro hanno partecipato per il Comune di Pescara, oltre all'assessore Allegrino, le assistenti sociali Simona Proietto e Luisa Annese, la responsabile del servizio Politiche sociali, Piera Antonioli e la coordinatrice del progetto Sibilla, Roberta Pellegrino; insieme alle referenti dei centri e delle amministrazioni delle tre province coinvolte.(lad’i)