Aggressione al circolo dell’Arci Giovane condannato a un anno

Appartenente all’area di destra finisce sotto accusa per lesioni: picchiò due ragazzi in strada Razzismo e politica all’origine della lite con calci e pugni: scatta l’aggravante dei futili motivi
PESCARA. Si chiude con la condanna a un anno di reclusione per Lorenzo Di Flaviano (pena sospesa) e con l’assoluzione di Alessia Tenaglia, accusata soltanto di favoreggiamento, il processo per la brutale aggressione davanti al circolo Arci Scumm di via delle Caserme. Un’aggressione ad opera di Di Flaviano e di un altro giovane, entrambi appartenenti all’area di estrema destra, come emerse poi dalle indagini. Adesso, Di Flaviano dovrà risarcire una delle parti offese con 5mila euro mentre altri 500 euro, come risarcimento simbolico, andranno all’Arci che si era costituita parte civile con l’avvocato Marco Savini. Di Flaviano dovrà rifondere alle parti civili le spese da sostenute per 3.420 euro ciascuna. E la sentenza apre alle reazioni politiche: «La sentenza mi sembra piuttosto mite e anche la somma di risarcimento troppo bassa», dice il segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «Il fascismo, l’omofobia, l’intolleranza in generale», dice Michele Fina, segretario regionale Pd, eletto in Senato, «vanno combattuti con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, da quelli civili e culturali fino a quelli giudiziari. La salute e la vitalità del nostro tessuto democratico si misurano anche dalla capacità di reagirvi, senza indugio».
Insieme a Di Flaviano avrebbe agito un secondo ragazzo che però fu prosciolto in sede di udienza preliminare, mentre gli altri due vennero rinviati a giudizio e la Tenaglia per aver sviato le investigazioni in relazione all’identificazione del secondo aggressore.
Tutto avvenne la notte tra il 20 e il 21 maggio del 2017. Un episodio che fu marchiato politicamente perché commesso da personaggi dell’estrema destra contro i frequentatori di un locale notoriamente frequentato da ragazzi di sinistra. Fu lo stesso pm che istruì il procedimento a definirlo tale nel capo di imputazione: «Aggredirono improvvisamente con calci e pugni L.D.S.», scriveva l’allora pm Salvatore Campochiaro, «con la motivazione di essere, essi aggressori, “fascisti e razzisti”, allusiva alla circostanza che il predetto L.D.S. si presentava quale frequentatore del Circolo Arci Scumm, all'esterno del quale campeggiava la scritta in inglese dal seguente tenore: “Se sei razzista, sessista, omofobo non entrare”». L’accusa di lesioni personali contestata a Di Flaviano era aggravata dall'aver agito per «abietti e futili motivi». E fu proprio da quella frase «io sono razzista», pronunciata fuori del locale da uno degli aggressori che aveva appena letto il cartello che prese il via l’aggressione in quanto una delle vittime rispose «E quindi?». Sentito in dibattimento, L.D.S. riferì così l’accaduto al giudice Francesco Marino: «Notai che il mio amico veniva avvicinato da un ragazzo che non avevo mai visto e che, con tono abbastanza minaccioso, gli disse qualcosa del tipo “io sono razzista” e alla risposta del mio amico all’improvviso uno dei due gli tirò una testata sul petto e lo fece cadere a terra. Mi resi conto in un secondo di quello che stava accadendo. Forse quelle due persone capirono che ero amico di A.B. e mi vennero automaticamente contro e mi riempirono di pugni in faccia. Caddi a terra e loro continuarono con pugni e calci. Avevo la faccia già mezza spaccata». La vittima fu costretta al ricovero in ospedale e a subire un intervento chirurgico.
Di Flaviano, durante la fase processuale, finì al centro di una polemica politica innescata dal segretario regionale del Pd, Michele Fina, e rilanciata dal segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, che su Facebook criticò l’assunzione di Di Flaviano nella segreteria della presidenza del consiglio regionale, nonostante fosse in corso un processo con quelle specifiche accuse. E infatti con una determinazione dirigenziale del 4 gennaio 2021 fu stabilita la novazione del contratto a tempo determinato per Di Flaviano, su proposta di “omissis”, come si legge nella determina, assunzione peraltro contemplata dal regolamento regionale.
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