Aggressioni al personale della Asl: «Basta attacchi a chi salva le vite»

13 Marzo 2024

Dopo l’episodio di domenica, parla Sodano, responsabile del dipartimento Emergenze: difficile lavorare E arriva la solidarietà del sindaco Masci: «Grazie alla famiglia del 118 per il servizio reso alla comunità»

PESCARA. Sono sempre più frequenti le minacce, fisiche e verbali, nei confronti di medici, infermieri e operatori socio sanitari da parte di pazienti o familiari che si scagliano contro chi si sta prendendo cura di loro. Lo ricorda la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza agli operatori sanitari e socio sanitari che si è celebrata ieri. È di tre giorni fa l’ultimo, gravissimo episodio ai danni di un equipaggio del 118 preso a calci e pugni dal paziente, dal figlio e da un amico, tutti e tre denunciati per lesioni dalla polizia. E mentre l’infermiere e l’autista presi di mira stanno proseguendo le cure a domicilio con una prognosi di sette giorni, sulla questione interviene Aurelio Sodano. Il direttore del dipartimento Emergenze Urgenze della Asl di Pescara fa il punto della situazione nella Giornata dedicata dal 2020 alle violenze contro i sanitari.
«Ancor peggio degli ematomi», puntualizza Sodano, «sono le ferite a livello psicologico che rischiano di non scomparire. Non ci sono dati numerici che possano indicare il fenomeno sempre più diffuso, che conta numeri impressionanti a livello nazionale. Attacchi violenti da parte di pazienti o anche familiari che si manifestano in maniera incontrollata e improvvisa «non solo in pronto soccorso, ma anche negli altri reparti ospedalieri, in Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia, Ostetricia, Rianimazione. Si manifestano in forma verbale, ma talvolta anche fisica, come nel caso dell’ultima aggressione agli operatori 118 tra le più gravi in assoluto. In questo caso gli operatori sono a casa con una prognosi di sette giorni. Ma al di là delle ferite fisiche sono quelle psicologiche che resteranno, perché chi è stato vittima di violenza non si sentirà più al sicuro nel proprio ambiente di lavoro», puntualizza Soldano dalla trincea del pronto soccorso. Quando le minacce esplodono negli ambienti sanitari spesso intervengono le forze dell’ordine a sedare gli animi e a volte «si creano pericolosi climi da stadio» con i pazienti in attesa che spalleggiano i più facinorosi. Chi minaccia, riferisce Sodano, «fa i conti con le proprie fragilità ma non esistono strumenti di autodifesa, pertanto», si appella il direttore dell’Emergenza, «possiamo solo sensibilizzare l'opinione pubblica a mantenere il controllo in certe situazioni e agli operatori sanitari chiediamo di incassare, minimizzare e moderare i toni per evitare scontri».
E sull’aggressione di domenica interviene anche il sindaco Carlo Masci: «Agli operatori del 118 aggrediti da un paziente e dai suoi familiari vanno la mia solidarietà e il mio ringraziamento per il lavoro che svolgono ogni giorno, a servizio della comunità. Un ringraziamento da estendere a tutta la “famiglia” del 118, la cui attività è fondamentale per soccorrere chi ha bisogno e per salvare molte vite. Aggredire un operatore sanitario è quanto di più disdicevole possa accadere, ma la cronaca ci racconta che episodi di questo genere si verificano anche nella nostra città. La violenza è sempre da condannare e lo è ancora di più quando è rivolta nei confronti di medici, infermieri e operatori del sistema sanitario che lavorano con serietà e abnegazione per prendersi cura di noi».