Aggressioni e danneggiamenti Masci: basta alcol ai minorenni

19 Aprile 2022

Dopo la lite tra giovanissimi all’angolo di via Piave, il sindaco punta a far chiudere chi vende i cicchetti E sugli orari dei locali, niente più ordinanze: «Sarà disciplinata l’occupazione degli spazi all’aperto»

PESCARA. La folla del sabato sera, il via vai tipico di un fine settimana nella zona della movida di piazza Muzii. Poteva essere una serata di divertimento e invece è tornata la violenza, in un angolo del centro, tra via Cesare Battisti e via Piave. E si è riaccesa la polemica sul consumo di alcol tra minorenni e sul mancato rispetto delle regole da parte di alcuni locali al punto che il sindaco Carlo Masci ne invoca la chiusura.
I fatti, innanzitutto. Un giovane romano, che era in compagnia di 4 amici e che stava trascorrendo le giornate di festa in città, è stato colpito allo zigomo, con un cazzotto, da uno dei componenti di un altro gruppetto, subito sparito dalla zona. È successo vicino a un locale ed è probabile che l’alcol abbia influito. È arrivata l’ambulanza, con le forze dell’ordine, ma il giovane, all’incirca 17 anni, ha rifiutato il trasporto in ospedale. A una cinquantina di metri da lì (l’aggressione è avvenuta vicino a un locale), è stata danneggiata la vetrina del negozio Apple store per cui è scattato l’allarme ed è intervenuto il proprietario, con gli addetti alla vigilanza. Ora va identificato l’aggressore, e su questo stanno lavorando i carabinieri, e bisogna capire se ci sia un collegamento tra i due episodi.
Con un post su Facebook il sindaco ha subito chiarito che «Pescara non può accettare situazioni di vita notturna fuori dalle regole. Pescara», ha aggiunto, «è per la movida sana, è a favore degli operatori seri, che sono la quasi totalità». E su quel “quasi” si concentra il ragionamento del primo cittadino. «Ci sono locali che lavorano fuori dalle regole, somministrando alcol ai minorenni. Faremo di tutto per farli chiudere, perché rovinano l’immagine della città. I controlli ci sono stati, ci sono e ci saranno e parleremo di questo aspetto in sede di comitato per l’ordine pubblico. E poi», prosegue, «non ci interessa chi viene a Pescara per ubriacarsi e dare vita a situazioni di caos. Ciò che vogliamo è una movida tranquilla, sana, in cui la gente si diverte. Non si può accettare che i locali pensino di guadagnare sui cicchetti venduti ai ragazzini che poi perdono il controllo. Così facendo si rovina la nostra gioventù. E se certi giovani vengono qui per esagerare, non ce li vogliamo. Certo, non si tratta di situazioni prevalenti, se si guarda tutta la zona nel suo complesso. Ma quando la zona è piena, basta una scintilla».
Principi che vengono sottolineati più volte nel momento in cui, con la fine dell’emergenza per il Covid 19, scompaiono dalla scena le ordinanze sugli orari dei locali della movida, che hanno sempre creato tensioni con gli operatori, che le ritengono punitive. «Questa è una fase di monitoraggio, abbiamo i dati dell’Arta, che ha misurato i rumori, e dobbiamo fare il piano di risanamento acustico e il regolamento per l’occupazione del suolo pubblico». Masci immagina spazi «a fisarmonica» per cui «di giorno ci sarà la possibilità di occupare spazi maggiori e di notte spazi più ridotti», considerato che «i locali devono essere aperti sempre, non solo la notte», e che nella zona ci sono residenti che chiedono, da sempre, di riposare. Va rispettato un principio fondamentale, per Masci. «Non è possibile che ci siano locali di 20 metri quadrati, con pochi tavoli all’interno, che poi pretendono di avere a disposizione grandi spazi all’esterno, anche perché si crea una concorrenza sleale. E questo aspetto va regolamentato. Resta il fatto che chi ha spazio all’interno può usarlo, per accogliere i clienti, secondo le regole. Le aree esterne saranno concesse in proporzione a quelle interne, e si potranno usare fino a una certa ora, per non creare problemi ai residenti. Nessun problema, invece, se i clienti restano all’interno. Insomma chi non ha spazio dentro non può pensare di averlo fuori, specie se poi la notte crea problemi a chi vive lì».
Masci anticipa eventuali polemiche. «Non è un ragionamento punitivo. Vogliamo una movida sana, basata sul divertimento, sullo stare insieme, sulla condivisione. Non ci può essere un superamento dei limiti per qualche locale che si muove fuori dalle regole. Voglio fare un patto con gli operatori seri. Chi pensa di approfittarne per creare il caos, sappia che qui non ci può stare». È il momento «della ripartenza, qui arrivano in tanti (177mila al giorno, in base ai dati del 2019) e ne sono contento. Pescara ha locali di qualità, la città vale e non possiamo svenderla: chi sceglie di venire qui, deve pensare di rispettarla e non di consumarla, tanto più che curarla ha costi notevolissimi, e non possono essere solo i pescaresi a contribuire a questa cura».