Agguato al bar, Cavallito lascia l’ospedale

Il sopravvissuto, ferito gravemente dai colpi di pistola del killer, potrebbe essere dimesso sin da oggi
PESCARA. Sono trascorsi poco meno di dieci giorni da quando Luca Cavallito, ferito a colpi di pistola dal killer piombato nel bar della strada parco lo scorso primo agosto, si è svegliato dal coma farmacologico interrotto dai medici. E adesso, pur rimanendo in condizioni di stabile pericolo, arriva la decisione di trasferirlo a casa.
Dopo cinque interventi chirurgici, e un ricovero al Gemelli di Roma per complicazioni sopraggiunte al fegato, in seguito alle gravi ferite riportate dopo gli spari, il fisico forte dell’ex calciatore 49enne pare aver risposto positivamente alle delicate e attente cure dei medici. Gli stessi che, d’accordo con la direzione sanitaria, hanno optato per la scelta di rimandare il 49enne a casa, sostenuto dall’assistenza domiciliare. Un passaggio delicato quanto importante, che potrebbe avvenire sin da oggi, anche ai fini delle indagini. Proprio la testimonianza del sopravvissuto all’agguato in cui è stato ucciso l’amico che era con lui la sera del primo agosto, l’architetto Walter Albi, potrebbe aiutare non poco il lavoro degli investigatori.
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