Agricoltori a secco Si può prelevare l’acqua: ecco dove

Dopo la sospensione dell’erogazione dalla diga di Penne, il Consorzio di bonifica istituisce punti di approvvigionamento
PENNE. Dopo la sospensione dell’erogazione dell’acqua dalla diga di Penne, avviata dal Consorzio di bonifica dal 9 agosto tra le proteste degli agricoltori di otto comuni, già provati dalla carenza idrica generale, arriva un aiuto. Per venire incontro alle esigenze dei propri soci, infatti, il Consorzio di Bonifica Centro ha annunciato di aver predisposto dei punti in cui le ditte potranno andare ad approvvigionarsi. Questi punti si trovano lungo le diramazione tra viale Italia e contrada Cepraneto, a Collecorvino.
Il Consorzio fa presente che le portate disponibili provengono dall’impianto irriguo “sinistra Pescara”, alimentato dalle acque del fiume Pescara, prelevate dal canale dell'Enel a monte della centrale idroelettrica di Alanno. I prelievi d'acqua effettuati dovranno essere impiegati esclusivamente per il riempimento delle autobotti e quindi per quelli che sono gli usi consentiti.
«Le ditte interessate a questo servizio», spiegano dal Consorzio, «dovranno comunicare al numero 348 5903924 il giorno e l'orario del prelievo». Per eventuali informazioni ci si può rivolgere alla sede del Consorzio o al personale che opera in zona. «Gli oneri di sicurezza e la responsabilità verso terzi», sottolineano dall'Ente, «sono a carico delle ditte che effettuano il prelievo».
I Comuni interessati dallo stop sono: Penne, Loreto Aprutino, Collecorvino, Cappelle sul Tavo, Moscufo, Pianella, Montesilvano e Città Sant'Angelo.
Nei giorni scorsi, alla vigilia della sospensione dell’acqua proveniente dalla diga di Penne, un grido d’allarme era stato lanciato dai rappresentanti del Consorzio di tutela del fagiolo Tondino del Tavo. Con loro tanti agricoltori della zona, i quali temono conseguenze pesanti per le colture. «Siamo chiamati a preservare la tradizione di tutela del fagiolo Tondino», avevano dichiarato dal Consorzio , «e invece, se non riusciamo a portare a termine la coltura, il rischio serio è di mettere a repentaglio questo legume, che è un prodotto tipico. Paghiamo anticipatamente il canone annuale, che è stato raddoppiato», avevano fatto presente, «pertanto vorremmo avere un servizio efficiente. Invece tutte le condotte che portano dalla diga agli allacci sono fallate».
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