Agricoltori e commercianti Gli appelli delle due categorie

PESCARA. Dopo il nubifragio, agricoltori e commercianti sono in ginocchio. Il primo appello arriva da Confesercenti. «La Regione Abruzzo chieda lo stato di calamità per le imprese costiere colpite...
PESCARA. Dopo il nubifragio, agricoltori e commercianti sono in ginocchio. Il primo appello arriva da Confesercenti. «La Regione Abruzzo chieda lo stato di calamità per le imprese costiere colpite dal maltempo», dicono il presidente regionale dell’associazione di categoria, Daniele Erasmi, e il direttore Lido Legnini. «Ancora in queste ore centinaia di commercianti, ristoratori e stabilimenti balneari sono alle prese con le conseguenze del temporale di ieri. La nostra sede di Pescara segnala che fino a stamattina il 60% delle attività economiche delle vie più coinvolte aveva difficoltà nel riprendere regolarmente la vendita, la somministrazione o la produzione, ma problemi si registrano lungo tutta la costa. Si rende indispensabile avviare la procedura per lo stato di calamità: la sola emergenza, per le attività economiche, non è sufficiente. Siamo in piena stagione e questo disastro pesa enormemente sui bilanci delle aziende». Confesercenti, dunque, chiede un incontro immediato con i vertici degli enti locali.
La grandine ha avuto effetti devastanti anche sull’agricoltura. Cia Chieti Pescara sta monitorando la situazione nei campi per verificare la precisa entità dei danni sulle coltivazioni, alcune in procinto di essere raccolte, altre invece in piena maturazione. «I danni alle colture sono evidenti ma non ancora quantificabili», sottolinea il presidente Nicola Antonio Sichetti. «Una situazione che dimostra, ancora una volta, come il clima si stia sempre più tropicalizzando con sbalzi atmosferici importanti, grandine di sempre più grosse dimensioni, che porta gli agricoltori a dover investire sempre di più in termini assicurativi. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da parte dei nostri associati, il lavoro di un’intera stagione potrebbe andare vano mettendo a rischio la possibilità di sopravvivenza delle aziende. Chiederemo lo stato di calamità naturale».
La confederazione agricola ricorda che sono a disposizione uffici e personale per la compilazione dei documenti necessari.

