Agricoltori senz’acqua Sborgia lancia l’allarme
CEPAGATTI. Se Pescara conta i danni del black out, il territorio rurale di Cepagatti fa il bilancio di cinque giorni con i rubinetti a secco. Vivaisti, allevatori e contadini sono sul piede di guerra...
CEPAGATTI. Se Pescara conta i danni del black out, il territorio rurale di Cepagatti fa il bilancio di cinque giorni con i rubinetti a secco. Vivaisti, allevatori e contadini sono sul piede di guerra a causa della carenza di acqua, conseguenza delle reti colabrodo.
Lancia l’allarme l’assessore all’Ambiente, Camillo Sborgia, che in una lettera «sollecita il Consorzio di Bonifica Centro ad accelerare i lavori di riparazione delle condotte idriche nell’intero territorio di Cepagatti, fino al confine con Pianella».
E spiega la situazione: «Da lunedì scorso il comparto rurale è senz’acqua a causa delle rotture delle tubature che sono in riparazione dagli operai del Consorzio. Ma vanno lenti e sta aumentando, in maniera vertiginosa, il consumo dell’acqua potabile. Così non va. Gli allevatori sono costretti ad abbeverare gli animali con l’acqua del rubinetto, gli agricoltori hanno i campi distrutti dalla siccità e hanno dovuto gettare ai rifiuti quintali di ortaggi, insalate, piante di pomodori, zucchine. I vivaisti sono in difficoltà con le piante che non possono innaffiare a 40 gradi». Secondo Sborgia l’emergenza idrica ha «colpito una comunità di 10mila persone, compresi residenti dei territori limitrofi a Cepagatti».
Una «intera comunità che sta soffrendo», sottolinea l’assessore che nello stesso tempo registra l’impennata del consumo di acqua potabile che viene utilizzata per irrigare i campi o abbeverare gli animali, quindi per un uso diverso da quello strettamente consentito. Mentre l’acqua del Consorzio arriva da pozzi e dighe».
Se l’emergenza dovesse continuare «i danni saranno irreparabili». E non solo. Sborgia spiega che nel calderone sono finiti anche i parchi cittadini «che non possiamo innaffiare con l’acqua corrente». (c.co.)

