Agricoltura, ecco a chi andranno i fondi

Da Amadori a Tollo, a Masciarelli, Marramiero e De Remigis: la lista selezionata dalla Regione è composta da 32 marchi
PESCARA. Dai marchi alle piccole e medie aziende abruzzesi. Da imprese come la cooperativa agricola Amadori, Marramiero, Masciarelli, Valentini olio e la Cantina sociale Tollo a ditte come la teramana De Remigis, un brend tra le aziende casearie e la Marfisi carni di Treglio che, da sola, si assicura quasi 5 milioni di euro. Sono 32 le ditte che operano in agricoltura e nell’indotto selezionate dalla Regione. Le riportiamo nella tabella a destra, così come riferiamo le polemiche innescate dalla lista.
ERANO CINQUANTA. «È stata pubblicata la graduatoria del bando per il “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione, della commercializzazione e dello sviluppo dei prodotti agricoli del Psr Abruzzo (Programma di sviluppo rurale) 2014/2020», annuncia l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Dino Pepe. «Le domande presentate», spiega, «sono state 50, di queste ne sono risultate finanziabili 32 per un totale di 50 milioni di investimenti (quota privata più pubblica, ndr). Il sostegno previsto dal bando è pari al 40% delle spese ammissibili e ammonta a circa 18 milioni. Gli interventi che le imprese potranno realizzare», conclude Pepe, «riguardano realizzazioni, ristrutturazioni, ammodernamenti di impianti di condizionamento, trasformazione e commercializzazione di prodotti delle filiere agro-industriali e opere per una maggiore efficienza energetica. Sono risorse che permetteranno di rafforzare il legame tra produzione e trasformazione, consentendo alle aziende di investire nelle proprie attività, migliorandole ed arricchendole, sviluppando progetti innovativi per dare un valore aggiunto ai prodotti abruzzesi».
SEI E STOP. C’è anche l’altra faccia della medaglia, cioè la polemica. «Su un totale di 18 milioni di euro destinati a crescita, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, più dei due terzi, ossia 13.944.000 di euro, sono stati assegnati solo a sei aziende agroindustriali e agricole, che investiranno in progetti superiori al mezzo milione di euro», afferma il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ex assessore regionale all’Agricoltura.
«La restante parte, di 3.885.700 euro», aggiunge il forzista, «viene assegnata a 26 aziende che hanno presentato progetti di importo inferiore ai 500mila euro. Ma quando uscirono i bandi di queste misure del Psr denunciai il grave errore di non aver inserito il limite massimo di investimento da parte delle aziende. E oggi», sostiene, «i pessimi risultati sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto degli agricoltori (quelli veri) che attendevano queste risorse per innovare le proprie attività. Anticipo che vedremo lo stesso film la settimana prossima anche per le graduatorie relative alla Misura 4.1 le cui risorse ammontano a ben 25 milioni di euro. Poche aziende (5/6)», conclude Febbo, «si mangeranno più della metà dei fondi». (l.c.)

