Agricoltura ko per i danni: parte lo scontro elettorale

Pd, 5 Stelle e liste civiche vanno all’attacco del centrodestra: non ha fatto nulla La replica di Imprudente: è la reazione scomposta di chi sa di dover perdere
L’AQUILA. I danni del maltempo all’agricoltura diventano terreno fertile di scontro elettorale. L’opposizione compatta e al completo attacca la maggioranza di centrodestra accusandola di inerzia. Dall’altro fronte ribatte il vice presidente della giunta, Emanuele Imprudente, che definisce scomposta l’azione del centrosinistra perché sa di dover recuperare terreno per le regionali del 2024. La prima mossa è della minoranza.
L’ATTACCO.
«L’agricoltura abruzzese è in ginocchio a causa dei danni ingenti causati dal maltempo della scorsa primavera ma il Governo regionale è rimasto inerte e sordo ai ripetuti appelli degli operatori del primo settore. Questo nonostante che le principali produzioni contino perdite che arrivano al 100%. In vista della Finanziaria regionale, chiediamo un Consiglio straordinario di informazione e di proposta sulla situazione», così incalzano i consiglieri di Pd, M5S, Legnini Presidente e Abruzzo in Comune, Dino Pepe, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Francesco Taglieri, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Barbara Stella, Giorgio Fedele, Americo Di Benedetto e Sandro Mariani.
I danni accertati – affermano - sono pari al 60% di perdite per il settore cerealicolo, 60% anche per le patate, 50% per le carote, 40% per frumento e orzo, 80% per la vasta gamma degli ortaggi (insalata, radicchio, finocchi, sedano, spiaci, cavoli, pomodori). E per quanto riguarda il settore vitivinicolo si stima una perdita del potenziale produttivo compresa tra il 30 e il 70%, ma si arriva al 100%. Grave sofferenza inoltre si riscontra per il comparto olivicolo così come l’apicoltura è fortemente penalizzata.
PRESA D’ATTO.
Per il centrosinistra è uno sfacelo. «Le associazioni di categorie agricole hanno chiesto alla Regione di prendere atto della grave situazione, dicono le opposizioni.
«Da mesi abbiamo perso traccia della più volte annunciata dichiarazione dello stato di calamità. Riteniamo che azioni forti e mirate non sono più rinviabili: bisogna mettere in campo aiuti economici diretti per sostenere le aziende e l’intera economia agricola abruzzese; ma anche attivarsi», sottolineano, «verso l’Associazione bancaria italiana (Abi), per porre in essere ogni azione utile al fine di accedere al beneficio della sospensione dei mutui. Questa misura andrebbe attivava fino al 31 dicembre 2024».
E ancora: «La Regione potrebbe interessare anche la Fira mediante un adeguato trasferimento di risorse finalizzate all’attivazione di strumenti finanziari specifici di supporto al settore agricolo». Infine: «Non ci risulta, ad oggi, il coinvolgimento del Governo nazionale affinché venga emanata una specifica norma per consentire anche alle aziende sprovviste di copertura assicurativa di accedere ai ristori».
LA REPLICA.
«Davanti ai fatti concreti che possiamo esibire e che testimoniano che siamo tra le prime Regioni in Italia ad essere intervenute, i rilievi dell’opposizione diventano strumentali e conseguenza della esigenza, scomposta, di dover recuperare terreno in vista delle prossime elezioni. Solo nell’ultima seduta di Consiglio regionale, su proposta della maggioranza di centrodestra, è stata approvata la norma attuativa dello stanziamento di risorse da dedicare ai diversi settori agricoli, per un importo di 5 milioni di euro per i prestiti agrari, 750mila euro per ristorare i danni subiti dagli apicoltori e ulteriori 250mila euro per i contributi agli agricoltori per i danni da fauna selvatica».
Così il vice presidente della Regione con delega all’Agricoltura, Imprudente, replica alle accuse di inerzia lanciate dalle opposizioni.
LE ULTIME NORME.
«Hanno lo scopo di sostenere gli agricoltori ed i vitivinicoltori che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, tra i danni prodotti dal maltempo della scorsa primavera, la peronospora e la stretta bancaria determinata dal continuo aumento dei tassi di interesse», dice Imprudente. «Siamo state tra le prime regioni in Italia», ribadisce, «ad aver stanziato risorse per aiuti concreti, seppur non risolutivi, per far fronte agli ingenti danni che hanno funestato l’intero comparto agricolo, mettendo in ginocchio il settore vitivinicolo».
SÌ AL CONFRONTO IN AULA.
Per quanto riguarda gli aiuti nazionali e l’eventuale sblocco di fondi europei, Imprudente afferma che «la Regione si è subito attivata per arginare i danni causati alla vitivinicoltura, proponendo al ministero dell’Agricoltura le azioni da mettere in campo con lo stanziamento di adeguate risorse economiche a compensazione della minore produzione».
Sulla Fira ricorda che: «Da tempo è stata interessata a gestire per conto della Regione la misura dei prestiti agrari, mentre l’Abi è in fase di consultazione». E conclude sulla richiesta di un consiglio straordinario urgente: «Sono entusiasta della proposta», dice, «ma perplesso per le tempistiche con cui è maturata la lodevole iniziativa dopo 5 anni di totale immobilismo da parte della precedente maggioranza e 4 anni e mezzo di assordante silenzio sulle tematiche legate all’agricoltura da parte dei partiti d’opposizione».
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