«Ai miei carlini cucino anche il sugo»

23 Novembre 2014

L’ex investigatore privato: dividiamo la colazione al bar, per loro rinuncerei a tutto

PESCARA. Con i suoi due carlini divide la bomba alla crema la mattina e almeno un paio di camminate ogni giorno. «Per loro rinuncerei a tutto», dice senza remore Ettore Vallese, 76 anni, investigatore privato in pensione che dopo il primo carlino, Paco, di 7 anni e mezzo, ha preso anche il figlio di Paco, Erick, 4 anni e mezzo.

«Il primo me lo regalarono quando ancora lavoravo, al posto dei soldi mi diedero questo cane. Oggi siamo diventati inseparabili, guai a chi me li tocca, anche se hanno bisogno di un’assistenza continua».

L’uscita del mattino dalle 7,30 alle nove, e poi il pranzo di mezzogiorno, l’unico pasto della giornata che Vallese prepara con cura: «Prima gli davo le crocchette ma ho visto che gli procuravano la dermatite, e allora mi sono messo a cucinare io. Un sugo finto e via, non mi costa nulla e loro sono contenti. Oppure quando capita gli do anche qualcos’altro, ad esempio ieri il ragù alla bolognese. Magari la mattina prima di uscire gli faccio fare anche uno spuntino, un pezzetto di formaggio, qualcosa, ma tanto poi andiamo da Renzi, in pasticceria e prendiamo la bomba alla crema che dividiamo in tre».

Come accessori poco o niente, però. «Il cappottino non glielo metto, mi hanno detto che se si abituano, alla prima volta che non lo portano si ammalano, allora no. Li faccio dormire fuori, in terrazzo, nella cuccia, ma gli ho comprato i cuscini termici. Quanto spendo? Diciamo che li porto a lavare ogni due mesi in via Manzoni, 14 euro ciascuno, 28 in tutto. Poi tutti gli anni li porto dal veterinario per le vaccinazioni, e sono altri 70 euro per tutti e due. In più, quando serve, i medicinali. Ad esempio Paco ha perso la vista da un occhio e l’ho portato da una veterinaria specializzata proprio come oculista dei cani. Tra visita e medicine ho speso 300 euro, ma per fortuna si può fare la detrazione fiscale. Va bene così», conclude Vallese, «guai a chi me li tocca, anche se devo portarli fuori ogni giorno e con ogni tempo, anche con la pioggia e con la neve, che loro adorano. Sono eccezionali, da quando ci sono loro anche la persona che vive con me e mia moglie, e che non sta bene, si è affezionata e si è calmata tanto». (s.d.l.)