Aiuti ai Comuni montani, slitta il bando

Scadenza prorogata al 15 novembre. La protesta dell’Uncem: «Ci servono altri fondi»
L’AQUILA. Per i piccoli Comuni montani – di cui l’Abruzzo è particolarmente ricco – le beffe sembrano non voler finire mai. Seconda proroga, a 24 ore dalla scadenza già prevista e annunciata, per il bando riservato ai piccoli enti territoriali. La nuova data è quella del 15 novembre, invece del 25 ottobre.
tra rinvii e tagli
Si tratta dell’ennesimo rinvio che si somma alla dotazione, scalata dai 160 milioni iniziali previsti dalla legge ai 132 circa attuali, ritenuta ampiamente insufficiente dagli amministratori locali. Esprime contrarietà l’Uncem, Unione nazionale comuni, comunità, enti montani. «Le proroghe all’italiana non sono mai una soluzione positiva», fanno sapere dall’Uncem. Il termine previsto per la presentazione dei progetti nell’ambito del bando pubblico per il finanziamento dei progetti per il Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni è differito dalle 23,59 del 25 ottobre alle 23,59 del 15 novembre 2023. Il decreto è stato pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio dei ministri e sostituisce l’avviso dell’11 settembre 2023, pubblicato sullo stesso sito, relativo alla durata della fase di presentazione delle domande.
c’è chi dice no
«Esprimiamo come Uncem un po’ di buona e sana perplessità di fronte alla proroga arrivata a 24 ore dalla scadenza prevista, dopo una prima proroga. Si tratta del bando della legge sui piccoli Comuni, la 158 del 2017, arrivato a sei anni dal varo di quella norma, all’unanimità delle Camere, nell’ottobre 2017. Uncem vi aveva lavorato moltissimo, in particolare con Ermete Realacci ed Enrico Borghi, primo e secondo firmatario di quella legge così rilevante per la Repubblica. Il bando, in attuazione del “Piano per la riqualificazione dei piccoli Comuni” – oltre 5.800, secondo la legge 158, i potenziali candidati – non era quello che volevamo. Premia il “municipalismo” e incentiva poco, quasi niente, il lavoro insieme tra enti». Per Uncem, «la pianificazione della rigenerazione economica e sociale tra Comuni, insieme sui territori, grandi e piccoli Comuni, è decisivo. Vince chi lavora insieme. Il bando ha previsto pre-candidature (4.900 quelle arrivate) e ora l’invio dei progetti. 132 i milioni disponibili, anche se erano 160 quelli accantonati a seguito della legge. Non sono molti, ne servono altri. Centinaia di Comuni hanno lavorato nelle ultime ore intensamente, con tecnici e consulenti accanto a sindaci e amministrazioni. Ora la proroga. Mai soluzione vera e positiva, alle sfide, tante, dei territori».(u.c.)
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