Aiuti alimentari, via al bando per chi non arriva a fine mese

24 Febbraio 2024

Avviso pubblico della Regione da 250mila euro destinato agli enti del Terzo settore e alle Caritas Le domande entro il 22 marzo. Secondo il Piano sociale tre abruzzesi su 10 sono a rischio povertà

L’AQUILA. Scadrà il 22 marzo prossimo l’avviso pubblico “Iniziative per il sostegno alimentare delle persone in stato di povertà o senza fissa dimora”. Le risorse finanziarie messe in campo dalla Regione sono di 250.000 euro. L’avviso si rivolge agli enti del Terzo settore, in particolare a chi gestisce mense per persone in stato di povertà estrema, oppure servono o consegnano pasti, o svolgono attività di raccolta di generi alimentari da aziende del settore e li distribuiscono, in modo continuativo e gratuito, per ognuna delle 4 province della Regione. E ancora: alle Caritas che gestiscono mense per persone in stato di povertà estrema o senza fissa dimora, anche attraverso associazioni di volontariato specificamente delegate; agli enti iscritti al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore) che gestiscono o promuovono Empori sociali.
Per fare domanda le Caritas e gli enti devono inviare una PEC all'indirizzo dpg023@pec.regione.abruzzo.it.
Per l’assessore regionale uscente alle Politiche Sociali, Pietro Quaresimale, «iI fabbisogno alimentare abruzzese è un dato preoccupante che la Regione non intende assolutamente accantonare, anzi l’azione dell’assessorato è quella di sostenere ed alimentare - è il caso di dire - il settore tenendo conto dei dati preoccupanti che avevo già presentato nel Piano Sociale 2021-2023, dove emergeva che il 30,1% dei cittadini abruzzesi è a rischio di povertà».
Le spese rimborsabili - si legge nel bando_ sono quelle «direttamente e tipicamente riconducibili alle attività poste in essere per il sostegno alimentare delle persone in stato di povertà o senza fissa dimora e spese indirette connesse alle predette (beni alimentari, di consumo e attrezzature connessi alla conservazione, alla somministrazione e al trasporto degli stessi, spese del personale impiegato nell’attività progettuale compresi i rimborsi spese al personale volontario).
Tra le altre spese che rientrano nel sostegno offerto dalla Regione agli enti del Terzo settore e alle Caritas compaiono anche i costi del personale amministrativo dipendente e assimilato, autonomo e collaboratori per consulenze in materia fiscale, del lavoro, di privacy, spese di assicurazioni ecc. «riconducibili alla realizzazione dell’attività progettata che, comunque, non potranno essere superiori al 30% della categoria precedente, cioè le spese per acquisto di beni, servizi ed attrezzature». Così come le spese in materia di sicurezza sul lavoro, contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, canoni di locazione, rate condominiali, di manutenzione e riparazione, per acquisto materiale di cancelleria, utenze ecc. non potranno essere superiori al 50% della categoria riferita agli aiuti alimentari per chi vive in stato di bisogno. (l.c.)
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