Aiuti per i poveri, richieste in calo

9 Febbraio 2022

L’emporio solidale registra meno utenti. La Caritas: «La situazione è migliorata»

MONTESILVANO. Diminuiscono le famiglie che faticano ad acquistare generi di prima necessità, ma resta stabile il numero di coloro che si servono della mensa dei poveri. È questa la fotografia restituita dai dati della Caritas di Pescara-Penne in merito agli utenti della casa dell’accoglienza Madre Teresa di Calcutta di corso Umberto dove, oltre alla mensa per i bisognosi, è attivo da diversi anni anche l’emporio della solidarietà.
Nel corso dell’anno appena terminato, sono stati 9.580 i pasti erogati dal servizio attivo dal lunedì al sabato, solo a pranzo, con una media di 30 utenti al giorno. Un dato in linea con quello registrato nel 2020 quando, nonostante la chiusura della mensa dovuta al lockdown, la Caritas ha continuato a distribuire pasti anche a Montesilvano, servendone 4.038 nel solo periodo marzo-maggio 2020. Nettamente inferiori, invece, appaiono i numeri dell’emporio solidale, ossia il servizio che consente alle famiglie selezionate dai servizi sociali e dalla Caritas di poter fare la spesa servendosi di una tessera a punti. Nel corso del 2021, infatti, sono state 217 le tessere emesse per un totale di 977 persone assistite che hanno usufruito dell’emporio per 658 volte.
L’anno precedente, invece, erano state 524 le tessere emesse, per un totale di 1.886 persone assistite. Un dato che diventa ancora più incisivo se analizzato alla luce della popolazione residente: nel corso del 2020, più di tre montesilvanesi ogni 100 hanno avuto bisogno di aiuto per acquistare cibo e prodotti per l’igiene personale, mentre nel 2021 il numero è sceso a poco meno di 2 su 100. A spiegare le ragioni di questa decrescita è Giannicola D’Angelo, responsabile dell'Osservatorio povertà e risorse della Caritas.
«I numeri più alti di utenti registrati anche a Montesilvano nel corso del 2020», spiega, «sono stati prevalentemente frutto della primissima emergenza Covid. Tante persone sono rimaste senza lavoro e hanno avuto bisogno di assistenza nell’immediato. Con il passare del tempo, invece, da un lato sono arrivate diverse forme di sussidio, dall’altro tante attività hanno riaperto». Dalla cassa integrazione ai buoni pasto erogati dai Comuni, passando per gli sgravi fiscali, nel corso del 2021, dunque, anche nella città adriatica le famiglie, pur tra mille difficoltà, hanno avuto meno bisogno di fare ricorso all’emporio solidale.(a.l)