«Aiutiamo i malati oncologici: ci sono i finanziamenti»

Pettinari (M5s) chiede un nuovo macchinario per le cure Ma il ministero renderà disponibili i fondi solo nel 2019
PESCARA. Le avevano detto che le cure sarebbero durate sei settimane. Ma alla fine le settimane sono diventate nove perché «a volte» il macchinario della Asl per la radioterapia oncologica non funzionava. E Cristina Rauso, 50 anni, era costretta a tornare ad Avezzano, a casa, senza essersi sottoposta alla terapia. Giornate perse, viaggi a vuoto fino a Pescara, soldi spesi per nulla, e un certo «stress psicologico perché il periodo della terapia si allungava». Ora che il ciclo di cura è finito da una ventina di giorni, Rauso racconta «il grande disagio» vissuto per i rinvii della radioterapia. E si augura che chi dovrà affrontare questo trattamento per i tumori in futuro «non si trovi di fronte gli stessi problemi, con la macchina ferma una settimana sì e una no».
Una storia, quella di Rauso, che il consigliere regionale Domenico Pettinari, del Movimento 5 Stelle usa come esempio di un sistema da rivedere, all’interno della Asl di Pescara. Perché il macchinario di cui parla la 50enne di Avezzano ha accumulato «13 anni di onorato servizio, si sfascia spesso e andrebbe dismesso per essere sostituito con uno nuovo, il costo è di un milione e mezzo di euro». Pettinari non è nuovo a crociate del genere. «Dopo le nostre denunce», ricorda, «il reparto che somministra il trattamento radioterapico è stato dotato di un acceleratore di nuova generazione ma il vecchio non è stato sostituito, nonostante sia obsoleto e non rispondente alle esigenze dei pazienti. Ora», sostiene sempre il consigliere pentastellato, «si crea una disparità tra i pazienti curati con il nuovo apparecchio e quelli che devono accontentarsi del vecchio». Pettinari suggerisce anche la possibile via di uscita. «Il ministero ha stanziato da diverso tempi (anni) i fondi per l’ammodernamento di questi dispositivi. Non si capisce perché si tardi nella sostituzione del vecchio acceleratore per fare in modo che la Asl di Pescara ne abbia due, come le altre, in modo da erogare lo stesso trattamento a tutti». Ma la strada indicata da Pettinari è impossibile da seguire. Perché il ministero della Salute ha scritto alla Regione, all’inizio di agosto, per comunicare che i programmi di utilizzo delle risorse devono essere presentati dalle Regioni stesse entro il 31 dicembre, il che vuol dire che prima di quella data le somme non sono utilizzabili.
Le questioni che pone Pettinari sono anche altre. In ospedale, annuncia dalla sala del Consiglio regionale di piazza Unione, «si sta pensando di installare nella sala del vecchio acceleratore lineare un apparecchio per la brachiterapia (per la cura dei tumori ginecologici) donato dagli abruzzesi in Canada, fino ad ora lasciato in magazzino. Ma le due apparecchiature insieme non possono funzionare». Anche su questo Pettinari ha un suggerimento ed è quello di usare «un bunker vuoto, inutilizzato, che custodiva un vecchio apparecchio dismesso. Ho il timore che si voglia usare quello spazio perché si intende dismettere l’acceleratore, per lasciarne in funzione uno solo».
L’ultimo problema sollevato dal consigliere regionale del M5s riguarda il personale a disposizione. «Servirebbero almeno quattro ulteriori tecnici per coprire i turni che oggi sono di 12 ore e 10 ore. Con una integrazione di personale i turni potrebbero arrivare entrambi a 12 ore, in modo da snellire le liste di attesa e aumentare le prestazioni». Pettinari punta a « coprire il servizio fino alle 24, anziché fino alle 20».
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