«Aiuto, sono a Cipro» Rubano i contatti mail e chiedono soldi

5 Febbraio 2015

Caselle di posta elettronica violate e richieste di denaro all’insaputa dei titolari. E c’è chi ha versato fino a mille euro

PESCARA. Il trucco ormai è noto, ma continuano a usarlo ai danni di persone evidentemente ancora inconsapevoli, che abboccano e pagano. Fino a mille euro. È storia di pochi giorni fa. Un pescarese si vede arrivare da un’amica, che gli racconta di essere stata derubata a Cipro di soldi, telefonino e documenti, la mail in cui lei gli chiede un aiuto economico. E lui, allarmato, glielo manda come da sua richiesta tramite Money Transfert: mille euro. Salvo poi insospettirsi quando l’amica lo ricontatta con una nuova richiesta e lui va a raccontare tutto alla polizia delle Comunicazioni. È questo solo uno degli ultimi casi di “Emergency scam” denunciati al comparto abruzzese della Polpost diretta da Elisabetta Narciso che quotidianamente, tra le altre cose, si occupa di furti di identità, attacchi informatici e truffe on line. Insieme con il responsabile del settore operativo Gianluca De Donato, la dirigente dice subito: «Prima ancora della denuncia, una volta che vi rendete conto che qualcuno sta chiedendo a tutti i vostri contatti soldi a vostro nome, cambiate la password e avvisateli».

Ma non sempre, purtroppo, si può fare, come è avvenuto di recente a un avvocato pescarese e a decine di altre persone che, dopo l’accesso abusivo alla propria casella di posta elettronica, hanno perso tutto: file e contatti. Ma come succede?

Lo spiega ancora De Donato: «In pratica, l’accesso abusivo alla casella di posta elettronica di un ignaro utente consente al “cyber criminale” di impossessarsi materialmente di quella casella e di inviare la mail, con richiesta di aiuto economico, a tutti i contatti di quella rubrica».

A quel punto i vari destinatari della mail, credendo di riceverla realmente dall’amico o parente che dice di trovarsi in difficoltà all’estero (quasi sempre a Cipro) dopo essere stato derubato di cellulare, documenti, soldi, carte e contatti, fanno come gli viene chiesto e inviano, tramite Money Transfert, la cifra richiesta, spesso pari a poche centinaia di euro proprio per rendere l’aiuto richiesto più abbordabile per tutti.

«In genere», spiega ancora De Donato, «le persone a cui viene violata la casella di posta elettronica non perdono l’accesso in quanto, dall’altra parte, il cyber criminale non cambia la password. E così, dalle risposte ricevute, anche via telefono, alla mail in realtà mai inviata, si rendono conto di essere al centro di un grosso equivoco».

La prima reazione da parte delle vittime è di rabbia e imbarazzo, ma è un passaggio che va superato immediatamente, consigliano gli addetti ai lavori, per limitare al massimo i danni.

Di qui il consiglio di denunciare e cambiare comunque la password, avvisando tutti gli amici raggiunti dalla mail che si tratta di una truffa.

(s.d.l.)

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