«Al lavoro per migliorare il Pronto soccorso»

La Asl ha avviato la riorganizzazione della struttura per limitare il sovraffollamento e snellire le attese
PESCARA. La riorganizzazione del Pronto soccorso, avviata dal 1° marzo 2023 per limitare il sovraffollamento dei pazienti e snellire i tempi di permanenza, ha avuto come primo effetto la riduzione del 16% dei tempi medi di attesa per i codici gialli rispetto al quadrimestre precedente (2 ore e 33 minuti a fronte di 3 ore e 2 minuti).
I dati sono stati resi noti dalla Asl durante il sopralluogo dell’assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, accolta in ospedale dal direttore generale Vero Michitelli e dalla direttrice del Pronto soccorso Tiziana Ferrara che si è occupata della riorganizzazione della struttura. «Il Pronto soccorso», fa sapere la Asl, «risultava appesantito da tre macroaree interne: area critica, area strutturata di attesa per il ricovero (“Admission room”) e area non strutturata di attesa per il ricovero (“Boarding area”). In tale contesto la parola d’ordine è stata riorganizzazione».
Le attività sono state quindi riorganizzate per funzioni, mediche e infermieristiche. «L’intuizione progettuale», prosegue la Asl, «è andata sempre più affinandosi con una pianificazione del lavoro nelle tre macroaree secondo una logica di “processo”: ovvero si è andata stratificando l’attività assistenziale per livelli di gravità, prevedendo la possibilità di dimettere i pazienti direttamente dal Pronto soccorso. In pratica, grazie alle competenze multidisciplinari del medico dell’urgenza, la selezione dei casi clinici ha reso possibile, in molte occasioni, la risoluzione del quadro acuto già in Pronto soccorso». L’attività di dimissione, inoltre, è stata facilitata dalla possibilità di far seguire casi selezionati nei day hospital o con l’adeguata assistenza territoriale. Il vantaggio in questo caso è dato dal minor numero di pazienti da ricoverare e da una maggiore disponibilità di posti letto per i casi acuti. «Tutto il lavoro futuro va in questa direzione», conclude la Asl, «per far sì che il Pronto soccorso possa mantenere la sua funzione di emergenza-urgenza insieme a nuove e sfidanti opportunità di garantire soluzioni di filtro tra territorio e ospedale».

