Al Marconi sciopero contro i doppi turni Appello della preside

10 Settembre 2024

«La terza palazzina è quasi pronta, disagi per 2 settimane Ai ragazzi chiediamo solo un piccolo sacrificio, ci siamo»

PESCARA. «Scioperare è un diritto degli studenti, ma stanno facendo tanto rumore per nulla. Perché il disagio delle lezioni al pomeriggio durerà non più di due settimane, forse anche meno, e noi, in maniera molto elastica, abbiamo concesso agli alunni tutti i permessi possibili, anche di mezz'ora, per non perdere le coincidenze dei trasporti». È la reazione della preside del liceo Marconi, Giovanna Ferrante, allo sciopero promosso oggi, primo giorno di scuola, dalla Libera Associazione Studentesca che comincerà il presidio poco prima delle 8 davanti la sede del rinnovato istituto di via Marino da Caramanico.
«Non so chi siano gli studenti di questa associazione, ma so che i rappresentati di istituto del Marconi si dissociano da questa manifestazione», afferma la preside che si è sempre mostrata «collaborativa e pronta a sostenere le ragioni degli alunni al punto che abbiamo concesso permessi a non finire».
Il doppio turno, con lezioni al mattino e al pomeriggio per le classi seconde, terze, quarte e quinte dei due indirizzi Linguistico e Scienze Umane, ha scatenato la protesta degli studenti ai quali la preside Ferrante manda a dire che «la terza palazzina è quasi pronta, stanno mettendo i banchi, ma devono attivare la cabina dell’elettricità, è questo il motivo del ritardo dell’apertura dell’edificio. Abbiamo rassicurato gli studenti sul fatto che i tempi di lavoro nella palazzina sono corti, anche meno di due settimane, e abbiamo fatto di tutto per preparare una buona accoglienza. Questo sciopero è un loro diritto, ma questo clamore è eccessivo sulla base delle rassicurazioni date finora. Manca l'ultimazione di collaudi e altre ragioni legate agli impianti elettrici da completare. Ma la palazzina è stata pulita ed è quasi pronta. Chiediamo solo un piccolo sacrificio di un paio di settimane. Sono tempi tecnici ritardati dalle ferie di agosto», ribadisce la dirigente scolastica, «ma sia la Provincia sia noi abbiamo lavorato alacremente per ridare agli studenti una scuola nuova e in sicurezza». Ma gli studenti che protestano insistono: «Vogliamo che gli orari tornino quelli di sempre».