Al parco sì, ma serve la mascherina: ecco le guardie ambientali

Dopo la riapertura delle aree verdi, la vigilanza è affidata ai volontari anche per il rispetto delle misure anti contagio
PESCARA. Si rilassano davanti al laghetto, su una panchina della Riserva Dannunziana, e ne approfittano anche per bere un caffè insieme, «per non interrompere una tradizione», anche se stavolta è stato preparato a casa e conservato in un thermos, non essendo possibile consumarlo al bar. L'amicizia ai tempi del coronavirus si ritrova negli spazi verdi della Riserva, dove i bimbi vanno in bici, qualcuno porta a spasso il cane e qualcuno passeggia o scatta foto alle papere in acqua. Avviene tutto sotto gli occhi dei volontari della Guardia civile ambientale che tengono d'occhio alcuni parchi della città, dopo la riapertura seguita al lockdown. Oltre alle Gca ci sono i volontari della Protezione civile, in altri parchi.
Le Guardie si occupano della vigilanza ambientale, ma anche di far mantenere le distanze, far indossare la mascherina e non far usare i giochi (transennati perché l'utilizzo è vietato, in questa fase) e gli attrezzi ginnici, oltre alle aree per gli sport. E la loro presenza «è apprezzata dalla maggior parte delle persone ma c'è anche chi non accetta consigli», racconta Luigi Di Benedetto, vice presidente nazionale della Guardia civile ambientale (Gca), affiancato da alcuni volontari suddivisi in squadre, e cioè Alessandro Sonsini e Francesca Ricciuti, Ugo Pilloni e Manuela Fedele e Angelo Ranalli con Miriana Lanaro Chiola, distribuiti in tre parchi diversi (ma in tutto le Gca operative sono 34, suddivise su più turni).
Raccontando la vita nelle aree verdi (il Comune ne ha riaperto solo una parte), Di Benedetto e le altre Guardie fanno notare alcuni casi limite, registrati nei primi giorni di attività. Nella Riserva, ad esempio, in quattro momenti diversi, sono stati scoperti quattro uomini che intendevano raccogliere funghi o asparagi. Tre sono stati bloccati prima e allontanati, mentre un quarto aveva già scavalcato una recinzione e raccolto degli asparagi per cui è stato segnalato alla polizia municipale. La sua giustificazione? Voleva «una frittata con gli asparagi» e non sapeva che la raccolta è vietata, nella Riserva. Impossibile non notare, poi, l'arroganza di una donna che «ha strappato due volte il nastro che isola i giochi», oppure «chi porta il cane al parco senza guinzaglio e si infastidisce se viene ripreso». Ma in generale sembra esserci una buona predisposizione nei confronti di questa vigilanza, che appare discreta e anche confortante, per alcuni. I frequentatori sono per lo più i giovanissimi, «che dovrebbero uscire accompagnati dai genitori e alla vista delle Guardie si tirano subito su la mascherina sul volto». Tra i più grandi, invece, si nota che le mamme «si sentono tranquille, anche perché la nostra presenza tiene lontano tossicodipendenti e vandali. Alcune mamme, poi, dicono ai figli che siamo “l'uomo nero” e così riescono a limitare l'eccessiva esuberanza dei piccoli».
Lo confermano quattro donne che hanno da poco preso il caffè insieme, Stefania, Cinzia, Mariella e Federica, mentre tengono d'occhio un bimbo e hanno anche un cane al seguito: «La vigilanza ci vuole proprio e sarebbe necessaria dappertutto. Siamo contente della riapertura del parco, bellissimo e rilassante». Si gode la pace della Riserva anche Natalia De Marco: «Questo posto è l'ideale per i bimbi che non più stare chiusi in casa e qui possono sfogarsi», dice mentre segue con gli occhi la nipotina di sei anni a pochi passo dal lago. «E mentre lei gioca, io faccio foto e osservo gli animali» a cominciare da pesci e tartarughe in acqua. In molti usano i parchi per tenersi in forma, ma c'è anche chi ha usato la Riserva come una pattumiera. «In una zona isolata», dice Di Benedetto, «abbiamo trovato preservativi, siringhe e assorbenti, e abbiamo sollecitato al Comune la pulizia». Non manca chi ha sempre qualcosa da ridire e contesta «i soldi buttati» per pagare le Gca. «Ma noi siamo volontari, per di più amanti della natura», chiarisce Di Benedetto.
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