«Al pronto soccorso allarme sicurezza»

13 Agosto 2024

PESCARA. Aggressioni e problemi di sicurezza nel pronto soccorso di Pescara. A denunciare il problema è il sindacato Ugl sicurezza Abruzzo, che da tempo chiede un intervento del prefetto e delle...

PESCARA. Aggressioni e problemi di sicurezza nel pronto soccorso di Pescara. A denunciare il problema è il sindacato Ugl sicurezza Abruzzo, che da tempo chiede un intervento del prefetto e delle autorità competenti per risolvere la questione, con gli agenti di vigilanza che si trovano in una situazione di grande difficoltà a causa della riduzione del personale: «Di pochi giorni fa l’ultimo episodio di un paziente scappato dal pronto soccorso e bloccato con grande difficoltà dal personale di vigilanza nell’atrio del nosocomio pescarese dove ci è voluta oltre mezz’ora prima di mettere in sicurezza il paziente (visibilmente alterato) e il personale sanitario», scrivono i sindacati, che proseguono: «Nonostante questi problemi quotidiani la Asl di Pescara nell’ottica del rientro di bilancio ha ben pensato di tagliare uno dei pochi servizi che già erano carenti, la vigilanza uno dei pochi punto che dovrebbero essere intoccabili vista la richiesta crescente di sicurezza che ogni giorno aumenta negli ospedali italiani».
L’Ugl va giù pesante contro la Asl: «Falso l’annuncio di pochi mesi fa dove la direzione sanitaria aveva preso impegni con il questore e il prefetto per l’aumento di un’unità in pronto soccorso e una riorganizzazione del servizio già sotto organico. Con il nuovo appalto invece sono state ridotte le postazioni (uomini) e nulla è stato aumentato lasciando sempre più sole le poche guardie giurate in servizio e aumentando il rischio di servizio». L’Ugl sicurezza civile ha chiesto «con urgenza un incontro al prefetto di Pescara proprio per discutere la problematica legata all’ordine e la sicurezza pubblica, visto che la Asl di Pescara preferisce aumentare il servizio di portierato e diminuire la vigilanza armata». Il sindacato ricorda infine che «il precedente stato di agitazione ha portato a un muro da parte della Asl per trovare soluzioni nonostante gli inviti del vice prefetto a trovare una soluzione».