Al pronto soccorso solo casi gravi Pazienti dirottati in altri ospedali

Afflusso record di malati. Bloccati per la seconda volta in poche settimane i ricoveri non urgenti La Asl costretta a sospendere per altre 48 ore gli accessi: disposti trasferimenti a Penne, Popoli e Atri
PESCARA. Per la seconda volta nel giro di poche settimane, al Santo Spirito, scatta il blocco dei ricoveri di area medica a causa dell’iper afflusso dei pazienti. Accessi continui al pronto soccorso, di giorno e di notte, da parte di pazienti Covid e non solo che hanno costretto ieri di nuovo allo stop, che sarà di 48 ore, salvo prorogare il provvedimento qualora il numero dei pazienti di area medica in attesa di ricovero in pronto soccorso torni ad eccedere il numero di 25 per più di 12 ore. La decisione è stata presa dall’Unità di crisi, formata dai vertici della Asl, nella mattinata, proprio alla luce della grande difficoltà nel prendere in carico tutti gli utenti, essendo le aree mediche, chirurgiche e specialistiche sature.
Così come comunicato già nella precedente sospensione, che risale al 9 dicembre, saranno trattati come sempre i codici rossi e, quindi, le emergenze urgenze e i traumi, oltre alle patologie di pertinenza di altri dipartimenti.
Dal primo pomeriggio, con la collaborazione delle centrali regionali del 118, molti utenti sono stati quindi dirottati nei vicini ospedali di Penne, Popoli e Atri. Con il fine settimana di mezzo, il timore è che la situazione possa peggiorare. «Una decisione», spiegano dalla Asl, «che si è resa necessaria alla luce dell'emergenza sanitaria legata al Covid, e quindi al rischio di contagi a seguito di situazioni di sovraffollamento. Oltre a questo, per «assicurare adeguata assistenza ai pazienti che sono in attesa di ricovero e a quelli già ricoverati, vista l’impossibilità di effettuare dimissioni».
Non riuscendo a smaltire i ricoveri, si vuole evitare, insomma, che pazienti rimangano bloccati in pronto soccorso anche per due-tre giorni. Il rischio di una sospensione temporanea degli accessi c’era stato già qualche giorno fa quando, nel giro di poche ore, medici e infermieri del pronto soccorso si erano trovati a dover gestire contemporaneamente più di una decina di codici rossi e una trentina di pazienti positivi. Il primario del Pronto soccorso Alberto Albani, nell’occasione, aveva spiegato che proprio per evitare stop si stavano studiando delle strategie.
«Il problema», aveva sottolineato, «è che ci troviamo davanti ad una circolazione del virus molto molto elevata, dovuta al fatto che la variante Omicron ha una diffusione rapidissima. Quindi ci sono tanti positivi e purtroppo persone che in presenza anche dei minimi sintomi, o solo per aver avuto un contatto con una persona con il Covid, invece che contattare i medici di medicina generale o le Usca vengono da noi in pronto soccorso, contribuendo ad intasare il tutto». L’appello dell’Azienda sanitaria resta quello di ricorrere all’ospedale solo nei casi davvero indispensabili.

