«Al ristorante, salve per miracolo»

15 Novembre 2015

Lisa, 20 anni, era con due amiche di fronte a Le Petite Cambodge

MONTELUPO. Non si ricorda più quale era il nome del ristorante in cui aveva scelto di cenare, l’altra sera, con le due amiche. Ha, però, ben presente i buchi dei proiettili sulla borsa e sulla sciarpa sopra il tavolo su cui stava cenando. Lisa, 20 anni, studentessa universitaria di Malmantile (Lastra a Signa), era in vacanza. «Dovevo stare quattro giorni qui con le mie amiche» dice ancora sotto choc, piangendo al telefono, mentre sta per raggiungere l’aeroporto e tornare in Italia. Sa di essere una miracolata perché alcuni attentatori hanno sparato dall’esterno verso l’interno colpendo la vetrata vicinissimo a dove era seduta. E tra i tavolini fuori, a pochi centimetri da lei, sono morte più persone.

La ragazza era arrivata a Parigi giovedì con un’amica, Eleonora. Erano ospiti di una coetanea che vive a Parigi. Venerdì sera sono uscite per la cena. Si sono fermate, con molta probabilità, al bar Carillon, in rue Alibert, di fronte al ristorante Le Petit Cambodge. «Non siamo rimaste fuori - inizia a raccontare Lisa - perché io sono freddolosa. Ci siamo messe in un tavolino vicino a una vetrata. Non avevamo finito di mangiare quando fuori abbiamo visto delle scintille e sentito degli scoppi. Come se fossero petardi». «Sulla mia maglia c’era sangue - spiega la studentessa - così come sui capelli. Mi sono resa conto che le schegge del vetro mi avevano procurato qualche ferita ma non avevo altro, solo piccoli tagli. Nella sala dove mangiavamo molte persone sono rimaste ferite alle gambe e alle braccia. Una ragazza sulle scale aveva un braccio completamente aperto».

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